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Grimmless
di Ricci/Forte
regia: Stefano Ricci
movimenti: Marco Angelilli
con Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori, Anna Terio
Roma, Teatro India, dal 29 marzo al 2 aprile 2011
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La Repubblica, 2 aprile 2011
Ricci/Forte acidi anche tra le favole
Subentra una parola più straziante, il gioco si fa politicamente più duro, la tristezza di vivere è più sovversiva, e da installazioni di corpi si passa a un calvario di pietre sputate dalla bocca, nell’ultimo lavoro di ricci/forte, Grimmless. Le favole dei Grimm sono dissolte nell’acido di poemi macabri ad uso di poveri cristi e derelitte all’ultimo stadio, in una Waste Land di trolley variopinti, mele poche magiche, lampadari foderati. Tre espressioni acute, tra tante: “c’è un momento del viaggio in cui si comincia a tornare indietro, verso noi”, “i bambini scendono dalla montagna, e non raccontano dove sono stati”, “c’è una cosa che non ho mai detto a nessuno: sono morta”. E tra scrosci di luce e suono mordono il cuore Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori, Anna Terio.
(r.d.g)
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www.Sipario.it, 1 aprile 2011
Tra vernici dorate, le allucinazioni del presente
Dopo il debutto a Santeramo in Colle nello scorso gennaio, approda al Teatro India di Roma Grimmless, un’a-favola sull’orlo del precipizio che costringe a far un passo avanti, innescando un vortice di emozioni, nel falso mondo delle fiabe, tritate e imbevute di salsa dissacrante.
Gli onnivori Ricci/Forte, romano il primo, pugliese il secondo, si inoltrano questa volta nella foresta disincantata delle storie dei fratelli Grimm, per suggerire un’inevitabile uscita dalla fiaba, ‘senza Grimm’ appunto. C’è di tutto in questo spregiudicato e lucido ritratto, tutto quel che di bello e di brutto è nel teatro e nella realtà, nella fiction e nella rete.
Cinque attori in scena, ben diretti da Stefano Ricci, si schiudono alla vita attraverso la morte dell’adolescenza. Modulano straordinariamente voce, corpo e anima, dando sudore a menzogne anestetizzate, allucinazioni televisive ed informatiche. Inquietantemente sciolti nei movimenti cuciti sulla loro pelle da Marco Angelilli, i pirotecnici Valentina Beotti, Anna Gualdo, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Anna Terio si addentrano, senza risparmio, nelle vertigini dell’infanzia, sottraendo riferimenti ruvidi e sdrucciolevoli. Alternando monologhi e momenti corali, si cullano tra note laceranti, si amano armati di rabbia, si picchiano tra balli di gruppo. Si deridono coperti da maschere, si incastrano in silenzio. Si sfiorano e si inseguono per poi toccarsi con tale calore umano da ricoprire d’oro i loro corpi nudi, mentre una tempesta di neve tenta di candeggiare e ricomporre il cortocircuito emotivo dei loro bi-sogni.
Cosimo Manicone
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