Ben Affleck convince nel debutto alla regia
Primo film diretto da Ben Affleck e interpretato dal fratello Casey, ottima scelta nepotista, bravo e sensibile com'è nel restituire pene e dubbi di un giovane investigatore che cerca a Boston una bimba scomparsa: alla base il libro ed. Piemme di Dennis Lehane, lo stesso di Mystic river. Infatti ancora rapporti sotterranei morbosi e malati in una radiografia sociale in cui nessuno è sano né innocente, un gioco dell'oca di sorprese (la prima è ovvio non regge) che tengono il film sulla corda di emozioni non superficiali, ritratti spregevoli non banali, atmosfere di diffusa e contagiosa amoralità. Buon debutto, psicosomaticamente diverso dall'immagine di Affleck, che tratta del problema della maternità, se sia naturale o artificiale (vedi la Bambola abbandonata di Brecht-Strehler). Vista già nel film di Lumet, Amy Ryan (foto), madre tossica, non si dimentica: un'ultima scena di essenziale malinconia.
VOTO: 7,5
Maurizio Porro