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Acchiappafilm
(Gli)
di
Michael Gondry
con Jack Black, Danny Glover
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L'Unità, 30 maggio 2008
Riavvolgere per favore
Se uno prova ad immaginarsi il set
di un film di Michel Gondry è probabile che si ritrovi come niente catapultato
nella spensierata atmosfera dei bambini che giocano con
forbici, colla, pennarelli e cartoni. Già capace
orchestratore di effetti speciali – i suoi celebri
videoclip lo dimostrano - il talento francese premio Oscar
per Se mi lasci ti cancello è però altrettanto
affascinato dalle soluzioni "fatte in casa".
La sua idea di cinema diventa quindi divertimento ironico
che lascia scoperti alcuni arcani dell'intrattenimento,
facendo illudere lo spettatore di quanto sia semplice la
messa in scena. In realtà le cose sono un po' più complicate
di quanto sembrano. Era evidente nel precedente L'arte
del sogno, in cui i caleidoscopici siparietti di Gael Garcia
Bernal e Charlotte Gainsbourg nel mondo ad occhi chiusi
erano costruiti con materiali tattili, caldi, di facile
reperimento, come per dire che l'idea e l'inventiva vengono
prima della tecnica pura. Le animazioni digitali che servivano
a muovere il tutto naturalmente sono cosa per professionisti
come lui. Tuttavia questo stile low-fi è diventato
la sua cifra e si sposa con il gusto di certo pubblico
che compra e apprezza prodotti tecnologici ma magari non
sa fare a meno di decantare la sfilza di vinili che conserva
in salotto, di suonare vecchie pianole da tavolo o di maneggiare
robuste videocassette.
Trionfo dell'obsoleto, perché in un'epoca di freddure
ci si affeziona ai simboli, Be Kind Rewind - Gli Acchiappafilm è ambientato
in un decadente noleggio di VHS di Passaic, un vecchio
palazzo che il Comune ha deciso di abbattere nonostante
leggenda vuole che ci sia nato il jazz grazie al genio
di un fantomatico e portentoso nero di cui si è persa
la memoria. L'anziano gestore (Danny Glover) sta quasi
per cedere alla dittatura del DVD ma il giovane commesso
Mike (Mos Def) e lo svitato amico Jerry (Jack Black) pare
rallenteranno la resa. Succede che Jerry, in un fallimentare
tentativo di boicottare la centrale elettrica che confina
con la sua roulotte resta folgorato e finisce per smagnetizzare
tutte le cassette del negozio. I due s'inventano così versioni "maroccate" di
classici contemporanei in cui sono attori, registi, sceneggiatori
e costruiscono scenografie con materiale di risulta. Iniziano
con Ghostbusters, la cosa ha successo e così lanciano
queste versioni: 20 minuti di film, fatto in casa. Arriverà l'FBI
a lamentare diritti per i grandi Studios (un rullo compressore
con sul fianco l'inquietante scritta "English" distruggerà i
VHS incriminati), si metterà in scena la "vera" storia
del mitico jazzista di Passaic e poi forse gli abitanti
di quella piccola cittadina degli Usa ritroveranno un motivo
per unire le forze.
Mettendo da parte la sceneggiatura, che Gondry ha scritto
da solo preoccupandosi poco di mantenere un filo logico,
Be Kind Rewind sembra conservare intatto lo scheletro del
precedente parigino L'arte del sogno, sostituendo a quella
delicatezza un po' di acidità. Anche Jack Black
ha i suoi sogni, del tutto folli e col suo amico mette
in piedi casalinghe fughe dalla realtà. L'attitudine "episodica" del
creativo francese (i sipari onirici come questi assurdi
remake) viene fuori più facilmente se non c'è un
solido sceneggiatore (come è stato Kaufman per Se
mi lasci ti cancello) a imbrigliare la potenza visionaria.
Quindi il film è soprattutto questione di guizzi
e trovate divertenti. Oltre all'ammiccamento anche un po'
furbesco ad un'idea di cinema più easy, gioiosa,
partecipata e collettiva, facendo forse di necessità (una
produzione "leggera") virtù. Una sorta
di incitazione ad attivarsi, del tipo: armatevi di videocamera
e filmate. A giudicare da certi risultati visti su YouTube,
non c'è male.
Pasquale Colizzi
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Il Messaggero, 30 maggio 2008
Classici (ri)fatti in casa: l'ultima follia di Gondry
Dall'Arte
del sogno all'arte del bricolage. Perché vedersi
un vecchio film sul divano quando possiamo addirittura
rifarcelo in casa? Non è un paradosso, è la
ricetta, demente e irresistibile, applicata dai protagonisti
di Gli acchiappafilm - Be Kind Rewind (più o meno, "Per
favore riavvolgete il nastro"). L'idea nasce da un
incidente che smagnetizza di colpo tutte le videocassette
di un pulcioso videostore nel New Jersey. I due sciamannati
gestori del negozio, Jack Black e Mos Def, hanno promesso
a una vecchia cliente (Mia Farrow versione neorealista)
l'amatissima ma introvabile cassetta di Ghostbusters.
Come fare? Ovvio: basta (ri)girarlo! E poiché questo
instant-remake confezionato in tre ore con una vecchia
videocamera, fotocopie, carta stagnola e altri materiali
di scarto diventa un "cult" di quartiere, ecco
i due neoregisti non solo ampliare la troupe , ma dare
vita a una cenciosa mini-Hollywood parallela, copiando
a modo loro anche Il re leone, King Kong, A spasso con
Daisy, 2001 e via delirando. In un crescendo di trovate
povere ma folgoranti che susciterà le ire delle
Majors (piccola utopia realizzata: alla fine sarà l'intera
e sperduta Passaic, nota solo per aver dato i natali a
Fats Waller, a sfornare blockbuster fatti in casa).
Difficile superare in simpatia questo paradossale elogio
della "pirateria". Intesa non come banale contraffazione,
ma come imitazione, ri-creazione, palestra. Un antidoto
alla frenesia del nuovo, alla deperibilità delle
tecnologie, alla passività dei consumi, che è anche
un autoritratto del suo autore, il francese Michel Gondry,
regista dell'Arte del sogno e di Se mi lasci ti cancello,
talento proteiforme e multistrato arricchito dalla dote
rara della leggerezza.» E da una passione inarrestabile
per il fai-da-te, nobilmente detto bricolage, che in tempi
di copia-e-incolla è quasi un manifesto rivoluzionario.
Fabio Ferzetti
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Il Tempo, 28 maggio 2008
Michel Gondry è un regista di origini francesi
attivo con successo a Hollywood dove si è imposto
per il suo spirito fantasioso e bizzarro, servito da una
variopinta intelligenza. Da quel suo esordio curioso ma
abile che era "Human Nature", con Tim Robbins,
a quel quasi surreale "Se mi lasci ti cancello",
con Jim Carrey, per arrivare al film di oggi che, pur tra
invenzioni coloratissime e persino strambe, finisce per
trasformarsi in una e vera e propria dichiarazione d'amore
al cinema come divertimento, quasi citando "Nuovo
Cinema Paradiso" del nostro Tornatore.
Si comincia in una cittadina del New Jersey che si finge
abbia dato i natali a un immaginario musicista jazz. In
un edificio così fatiscente che si pensa di demolirlo,
vive da anni il gestore di un negozio in cui si noleggiano
film VHS. Lo coadiuva un commesso serio e diligente che
però ha un amico maldestro e pasticcione. Costui,
per un incidente, smagnetizza senza volerlo tutti i film
lì collegati con la conseguenza che, per far fronte
alle richieste pressanti dei clienti, con l'aiuto di una
ragazza e la perplessa complicità del commesso,
si vedrà costretto a realizzarli di nuovo lì per
lì, ottenendo un successo tale, nonostante i mezzi
grossolani cui ha dovuto comicamente ricorrere, da cominciare
a far lo stesso con una lunga serie di altri film. Aveva
cominciato con "Gli acchiappafantasmi", continua
con "Robocop", "King Kong" e persino "A
spasso con Daisy" in cui si camufferà addirittura
da Jessica Tandy. Bloccati nell'impresa dall'intervento
di severi tutori hollywoodiani del diritto d'autore, i
tre, con gli stessi metodi, decideranno di realizzare adesso
un loro personalissimo film coinvolgendovi gli abitanti
della cittadina. Con un successo tale da esorcizzare -forse-
la minaccia di veder demolito l'edificio che li ospita...
Gondry ha portato la commedia, con sapori ghiotti, fino
alle soglie della farsa, specie al momento in cui ha dovuto
mascherare con i modi più improvvisati e buffi,
quei suoi tre personaggi intenti a reiventare film notissimi:
con accenti, spesso, perfino fracassoni, ma, anche negli
eccessi, senza ferire mai il gusto, anzi con dei colori
sempre in equilibrio attento fra la parodia e il gioco.
Con quegli applausi corali via via raddoppiati che gli
servono, appunto, per sottolineare quanto il cinema sappia
sempre ottenere i consensi caldi del suo pubblico. In maniera
plebiscitaria.
Il personaggio che s'inventa quell'impresa è il
noto attor comico Jack Black ("Alta fedeltà" di
Frears, il commesso suo amico è l'afroamericano
Mos Def, anche artista hip-hop. Tra le figure femminili
ci sono persino Mia Farrow e Sigourney Weaver. Inutile
chiedere di più.
Gian Luigi Rondi
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La Stampa, 23 maggio 2008
In stile naïf rinasce la videocassetta
Bizzarra figura di regista subito assurto a una dimensione
internazionale, Michel Gondry è un francese di Versailles
arrivato al cinema quasi per caso sulla scia di esperienze
artistiche fra pittura e musica che ha poi travasato sullo
schermo. Mentre in questi giorni al Certain Regard di Cannes,
Gondry si è fatto apprezzare per il suo episodio
horror-kafkiano Interior Design nel film Tokyo!, reduce
dal Sundance esce da noi Be Kind Rewind, dove il «sii
gentile, riavvolgila» allude a quel reperto quasi
archeologico che è la videocassetta. Si vendono
solo VHD nel decadente emporio di Danny Glover, situato
in un povero quartiere di Passaic, N.J.; e quando il mattacchione
Jack Black, che si è accidentalmente «magnetizzato»,
li cancella tutti, la soluzione escogitata con l'amico
commesso Mos Def è quella di girare dilettanteschi
remake dei titoli perduti per la gioia dei clienti fra
cui una lunare Mia Farrow.
Il che permette a Gondry di inventare versioni parodistiche
di Ghostbusters o King Kong in quel suo tipico stile artigianale
e naïf che può più o meno piacere ma
che possiede una vena poetica surreale e nostalgica: qui
accentuata da una bella colonna sonora inclusiva di un
omaggio al grande Fats Waller.
Alessandra Levantesi
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Il Giornale, 23 maggio 2008
Jack Black il pazzoide è degno di Mel Brooks
Jerry è un pazzoide che tentando di sabotare una
centrale nucleare si magnetizza, cancellando tutte le cassette
video del negozio in cui lavora. Non resta che girare una
nuova versione di uno dei film distrutti. Collaborano tutti:
clienti, amici, cinefili e l'operazione va in porto: è il
successo. Il filone demenziale si arricchisce con una delle
più geniali commedie sul cinema dai tempi di Silent
Movie di Mel Brooks. Lo scatenato Jack Black è alla
testa della più scalcinata troupe cinematografica
immaginabile. La simpatia della compagnia di attori va
salutata con affetto. Un racconto pervaso di dolce follia,
debitore di Nuovo cinema Paradiso, ma con il dovuto rispetto.
Un omaggio al desiderio di sognare, con il limite di essere
indirizzato ad un pubblico competente.
ADC
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