Scala, Bolle trascina le star del Bolscioi
Quattro brillantissimi «pas de deux» e tre coreografie che
sono veri monumenti del balletto otto e novecentesco. Ce n'era per tutti
i gusti l'altra sera alla Scala nel Gala des étoiles a favore
dell'Associazione «L'Amico Charly Onlus». Star in arrivo
dalle più importanti compagnie d'Europa per una ubriacatura di
virtuosismi. Dal Marinskji-Kirov e dal Bolscioi, dallo Staatballett di
Berlino e dall'Opéra parigino. Grandi conferme e piacevoli scoperte.
Le grandi conferme quelle di Leonid Sarafanov, di Maximiliano Guerra
e di Svetlana Zakharova che, in chiusura di spettacolo con Denis Matvienko,
s'è cimentata nel sempre entusiasmante «passo a due» del
terzo atto di Don Chisciotte seppur, ci è sembrato, senza quello
smalto che sembra solo suo. Le piacevoli scoperte, per cominciare, quella
della coppia, Alexandra Ansanelli e Federico Bonelli, un italiano nelle
file del londinese Royal Ballet, alla quale con una certa emozione, ma
con grande eleganza, è toccato rompere il ghiaccio nel Ciaikovski
pas de deux. A seguire, quelle ancor più entusiasmanti della giovanissima
Polina Semionovna e di Vicktoria Tereshkina. Vere esecuzioni da manuale,
le loro, nelle quali dimostrano entrambe una tecnica d'eccezione. La
prima fa rivivere lo spirito di Carlotta Grisi in Giselle, al fianco
del superpromettente anch'egli e figlio d'arte, Mathieu Ganio. La seconda è acclamata
per la sua invidiabile sicurezza, alla fine dell'inebriante Grand
pas classique di Gsovsky - Auber.
Una lunga serata, dire il vero mancante di un «fil rouge»,
mixata piuttosto confusamente, nella quale è stato introdotto,
per valorizzare i primi ballerini e i solisti della stessa Scala, il Petit mort di Kylian, un gioiello che qui sembra fuori posto.
Ritrovare invece gloria e nuova apoteosi, con ovazioni da stadio, anche
colui che è il
fuoriclasse italiano: Roberto Bolle. A lui è riservato il momento
centrale del Gala. E il compito di far rientrare sul palcoscenico del
Piermarini, insieme alla validissima Darcey Bussell, l'ormai storico
ed «esistenzialistico» Le
jeune homme et la mort di Petit. Pubblico conquistato anche dall'esecuzione
rigorosa. Per la cronaca nel golfo mistico era ospite l'Orchestra Sinfonica
Giuseppe Verdi diretta da Nir Kabaretti.
Domenico Rigotti