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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Funny people
Funny peopledi Judd Apatow
con Adam Sandler, Seth Rogen, Leslie Mann, Eric Bana
 
Il Giornale, 25 ottobre 2009

Troppe battutacce per Adam Sandler

Sboccatissima e estenuante, non solo per durata, commedia del recidivo Judd Apatow (40 anni vergine), un’interminabile sequenza di battute e battutacce ben poco divertenti. La storiellina ruota attorno a un popolare comico (l’ingrassato Adam Sandler), che scopre di avere la leucemia. Mentre si fa scrivere i testi per il cabaret da un aspirante divo, si accorge di non avere amici. Ma un nuovo esame gli rende la speranza. A lui, non certo al pubblico, stremato dalla noia. Insomma, Funny People non fa ridere mai e mette a disagio lo spettatore civile. Voto: 4/5

MB

 
La Stampa, 16 ottobre 2009

Qui la battuta è il senso della vita

Abbiamo un cabarettista ricco e famoso colpito da una malattia gravissima e con una misera percentuale di probabilità (l’8 per cento) di cavarsela. Figuriamoci: il comico che piange ma deve continuare a far ridere; l’artista di successo che trova un amico in un collega alle prime armi, mentre pentito cerca di ricucire rapporti distrutti dal suo egoismo e narcisismo. Ovvio? Lacrimoso? Per niente. Nei panni su misura per lui, Adam Sandler evita ogni cliché, regalandoci un’interpretazione (la sua migliore) ben bilanciata fra divertimento e amarezza; e Judd Apatow, che già l’aveva diretto nel farsesco 40 anni vergine, ci introduce dentro il mondo degli stand-up comedian, gente per cui la battuta (spesso proterva e scurrile) rappresenta il senso della vita, con raro sapore di verità. Per questo, nonostante le debolezze, il film ha un interesse e un’atmosfera particolari.

A. LK.

 
Il Messaggero, 16 ottobre 2009

Sono un comico, che dramma!

George Simmons (Adam Sandler) è un comico famoso. Ma non gli viene più da ridere. Convinto di morire presto per una brutta malattia, decide di lasciare Hollywood per tornare al cabaret degli inizi. Troverà ad adorarlo l’impacciato Ira Wright (Seth Rogen), comico in erba che George prende sotto l’ala protettrice per un ultimo volo verso lo show senza business. Ma il dramma del comico si fa commedia, la malattia scompare e ricompare l’amore di un tempo. Sposata con un buffo australiano. Che non finisca tutto in farsa? Ci aspettavamo il suo capolavoro. Dopo la crescita delle regie 40 anni vergine e Molto incinta, le produzioni geniali Superbad e Non mi scaricare e lo status hollywoodiano di King of Comedy, Judd Apatow alza il tiro con Funny People cercando la commedia drammatica del suo maestro James L. Brooks (Voglia di tenerezza, Qualcosa è cambiato). Qualcosa è magico (la rivalità tra creativi, il rapporto Simmons-Wright), qualcosa no (l’autoindulgenza di Apatow di far recitare troppo moglie e figlie nella seconda parte più melensa). Complessivamente rimane un film, citando Orson Welles, dove le parti buone sono ottime. Ma non è il suo capolavoro.

Francesco Alò

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