Sono un comico, che dramma!
George Simmons (Adam Sandler) è un comico famoso. Ma non gli viene più da ridere. Convinto di morire presto per una brutta malattia, decide di lasciare Hollywood per tornare al cabaret degli inizi. Troverà ad adorarlo l’impacciato Ira Wright (Seth Rogen), comico in erba che George prende sotto l’ala protettrice per un ultimo volo verso lo show senza business. Ma il dramma del comico si fa commedia, la malattia scompare e ricompare l’amore di un tempo. Sposata con un buffo australiano. Che non finisca tutto in farsa? Ci aspettavamo il suo capolavoro. Dopo la crescita delle regie 40 anni vergine e Molto incinta, le produzioni geniali Superbad e Non mi scaricare e lo status hollywoodiano di King of Comedy, Judd Apatow alza il tiro con Funny People cercando la commedia drammatica del suo maestro James L. Brooks (Voglia di tenerezza, Qualcosa è cambiato). Qualcosa è magico (la rivalità tra creativi, il rapporto Simmons-Wright), qualcosa no (l’autoindulgenza di Apatow di far recitare troppo moglie e figlie nella seconda parte più melensa). Complessivamente rimane un film, citando Orson Welles, dove le parti buone sono ottime. Ma non è il suo capolavoro.
Francesco Alò