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Frontiers
Frontiersdi Xavier Gens
con Karina Testa, Samuel Le Bihan, Jean Pierre Soris
 
Il Messaggero, 7 novembre 2008

Un inferno rosso sangue

Che cosa frulla per la testa di questi ragazzini francesi? Ieri Alexandre Aja (Alta tensione, Le colline hanno gli occhi), David Moreau e Xavier Palud (Them), Alexander Bustillo e Julien Maury (À l'intérieur) e oggi Xavier Gens, regista fuori controllo di Frontiers. Sempre forte il rimando a Non aprite quella porta (1974) di Hooper, il film horror più citato degli ultimi dieci anni. Gruppo di piccoli criminali in fuga dopo una rapina finiscono in una casa di psicopatici filonazisti che sequestrano giovani donne per ingravidarle. Dopo i primi 80 minuti pensi: "Tutto qui?". Poco dopo arrivano crani segati, cani trucidati, spruzzate di sangue e una lotta in cui la donna sequestrata fa esplodere la situazione. Finale di una potenza devastante in cui scendi in guerra con l'eroina protagonista (Karina Testa). Perché i giovani transalpini sono così truculenti? Dopo aver diretto il mediocre Hitman a Hollywood, Xavier Gens dimostra di essere più a suo agio tra gli orrori di una Francia che attraverso i film di questo brillante gruppetto di visionari sembra un inferno bagnato da fiumi rosso sangue.

Francesco Alò

 
Corriere della Sera, 7 novembre 2008

Inutile campionario di orrori e torture

Perché dovrebbe essere divertente vedere per 108 minuti orrori, di torture, di sadismi con corpi mutilati che pendono come in un mattatoio tra sangue e fango e sentimenti infetti? Infatti non lo è, anzi induce a pensieri non oziosi sugli effetti devastanti e contagiosi che tali visioni possono produrre ai minori, cui il film sarebbe ufficialmente vietato. Anche se il regista francese Xavier Gens (migliorato poi con Hitman) se la gode perché ha avuto successo col genere splatter all'americana, hostel e motel maledetti, la storia dei malviventi in fuga prigionieri di una famiglia neonazi — che ridicola protezione politica! — è annunciata e disgustosa, efferatamente dedita al sadismo di chi gira e chi osserva, specie quando si fa leva su claustrofobia e altre nevrosi, spingendo senza causa spreco di inutile adrenalina.

VOTO: 3
Maurizio Porro

 
Il Giornale, 7 novembre 2008

Tendini dilaniati e teste spappolate
Non entrate in quella sala

Inutile prendersela. Queste boiate non avranno mai fine: piacciono un sacco ai ragazzini. Stavolta però gli instancabili divoratori di popcorn sono stati fregati: la censura, miracolo, ha tenuto gli occhi spalancati, intimando il divieto di Frontiers - Ai confini dell'inferno ai minori di diciott'anni. Beati loro, non sanno quello che guadagnano. È un horror a dir poco disgustoso, ovviamente assurdo come tutta la paccottiglia del genere. L'ha scritto e diretto l'esordiente francese Xavier Gens, che non esita a rivelare: «Quando ero piccolo, i miei genitori mi hanno costretto a vedere L'esorcista e Lo squalo». Insomma, non è tutta colpa sua. Siamo dalle parti dell'immondo Hostel, più che della vomitevole saga di Saw: una storiaccia di infima macelleria con i soliti giovani deficienti destinati a infilarsi nella tana del lupo. Naturalmente senza uscita. Salvo miracolose scorciatoie.
Dunque, cinque balordi scappano, col malloppo della rapina, dalla banlieue parigina, sconvolta dai disordini fra dimostranti e polizia. Sami, ferito, schiatta subito; Tom e Farid precedono gli altri due in un fatiscente albergo ai confini del Belgio. Dura poco l'amplesso con le due morbose figlie del proprietario, sono subito botte e torture. Identica sorte tocca ai due compari sopraggiunti, Alex e Yasmine: finiscono incatenati nel porcile, dopo una robusta dose di bastonate. È il decrepito patriarca nazista von Geisler (un'involontaria caricatura di Buster Keaton, che a tavola, davanti a un arrosto umano, fischietta allegramente Lilì Marlene) a dirigere l'orchestra dei pazzi sanguinari. In un'ora e tre quarti ci sono tali efferatezze da far venire il voltastomaco a Totò Riina. Tendini dilaniati da maxipinze, gole squarciate da lame affilate, piedi spaccati in due dall'ascia, teste spappolate da una fucilata o frantumate dalla sega elettrica. Un film perfetto per chi ha deciso di mettersi a dieta. Per tre giorni gli passerà la voglia di mangiare.

Massimo Bertarelli

© Sipario 2011