Convincente il documentario diretto da Sidney Pollack
"Frank Gehry creatore di sogni" Omaggio al grande architetto
Esistono diversi punti in comune tra architettura
e cinema, come ha messo in rilievo l'estetica del post-moderno. Sarà forse
per questo se Sydney Pollack, il grande cineasta americano che rifondò i
generi negli anni 70, ha realizzato un film così in sintonia col talento
dell'architetto d'origine canadese Frank Gehry pur non (lo ha dichiarato lui
stesso) capendo niente di architettura né avendo mai fatto un
documentario.
Gehry ha sovvertito tutte le regole classiche di costruzione, disegnato
spazi prima impensati, vinto la forza di gravità: ha costruito
musei, ospedali, banche, edifici pubblici di ogni genere, tra cui il
Museo Guggenheim di Bilbao o il Concert Hall Disney di Los Angeles; case
private, come la villa di Dennis Hopper a Venice Beach.
L'interesse maggiore di Frank Gehry creatore di sogni risiede
nell'essere tutt'altro che un documentario biografico sulla vita e le
opere di un artista di genio. Niente di didattico: Pollack, che dell'architetto è amico personale,
lo ha concepito come una serie di sketch (il titolo originale è proprio "Sketches
of Frank Gehry"), di conversazioni a due senza traccia né ordine
preciso, ma tali da farci entrare in confidenza col personaggio e con la sua
libertà d'espressione. Lo sentiamo parlare di opere concrete e
di progetti irrealizzati, lo vediamo manipolare modellini e aggirarsi
all'interno di alcune delle sue opere. Condividendo con Pollack il piacere
di scoprirne l'imprevedibile itinerario creativo.
Roberto Nepoti