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Flashdance - Il Musical
di: testi di Tom Hedley e Robert Cary, musica di Robbie Roth, liriche di Robert Cary e Robbie Roth; tratto dal film Paramount Pictures, sceneggiatura di Tom Hedley e Joe Eszteraas, trama di Tom Hedley
Regia: Federico Bellone, regista supervisore Glenn Casale, coreografie di Gail Davies
Con: Simona Samarelli, Filippo Strocchi, Barbara Corradini, Giada D’Auria, Massimiliano Pironti, Chiara Vecchi, Daniela Pobega.
Trieste, Politeama Rossetti 26 gennaio 2011
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www.Sipario.it, 1 marzo 2011
Un tuffo nella musica e nella moda degli anni ’80 per rivivere la storia di un film di successo, parabola efficace di chi, con ferrea determinazione, lotta per realizzare il proprio sogno. “Flashdance”, pellicola del 1983 diretta da Adrian Lyne, dopo la trasposizione scenica nel West End, è ora un’imponente produzione tutta italiana, con 200 costumi, 30 cambi scena e un cast di 30 persone.
Prodotto dalla multinazionale olandese Stage Entertainment, con la collaborazione organizzativa della Compagnia della Rancia, il musical è stato proposto al pubblico nazionale con traduzione, adattamento, testo e liriche di Franco Travaglio e con la regia di Federico Bellone. A coprire il ruolo dell’energica Alex Owens, rimasta nella memoria per l’intepretazione di Jennifer Beals, che di giorno lavora in acciaieria, di sera si esibisce nei night ma spera di essere ammessa all’Accademia di Danza di Pittsburg, è un’adrenalinica Simona Samarelli, all’altezza nel ballo, nel canto e nella recitazione. Accanto a lei un valido gruppo di giovani artisti, che inverano con entusiasmo un progetto scenico sofisticato, il cui punto di forza sono senza dubbio le sorprendenti scenografie che ricostruiscono realisticamente ambienti urbani e industriali. Filippo Strocchi (Nick), Barbara Corradini (la madre), Giada d’Auria (Gloria), Massimiliano Pironti (Jimmy Kaminsky), Chiara Vecchi (Jazmin) e Daniela Pobega (Keisha) si muovono con disinvoltura sul grande palcoscenico ricco di effetti speciali, fuochi d’artificio, laser e proiezioni.
Cinque ritmate hit senza tempo (tra cui Maniac, What a feeling e Gloria) più dodici nuove canzoni originali sono eseguite da un’orchestra dal vivo, cui si accompagnano le coreografie di Gail Davies, non sempre all’altezza delle aspettative. Infatti, nel tentativo di attenersi filologicamente alla pellicola e al montaggio cinematografico, l’allestimento non potenzia la dimensione coreutica e le performance ginniche che tanto avevano fatto amare il film e reso celebre la protagonista, risultando poco coeso anche dal punto di vista dell’impianto drammaturgico.
Elena Pousché
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