I “mostri” oggi li trovi su Facebook
Instant movie sul social network del momento: otto episodi e quattro pillole realizzati in agilità per scherzare e riflettere sul fenomeno Facebook, affidando il tutto a registi esordienti o quasi alle prese con un gruppo di volenterosi attori. Essenzialmente sesso, bugie e videocam. Chi usa Feisbum (nome storpiato per evitare beghe sul copyright) per rimorchiare, chi per eccitarsi e chi per fregare il prossimo. L’operazione è intrigante, l’opera meno. Microstorie troppo piccole e insignificanti per lasciare il segno o commentare una moda sociale. Tranne l’ottimo episodio di Giancarlo Rolandi, Manuel è a Mogadiscio, in cui un cassiere di supermercato bamboccione con mamma vecchia a carico si finge un altro per spillare i soldi a un’ingenua signorina che così lo finanzia per andare a prostitute. Dannatamente crudele e soavemente grottesco, stile I mostri (quello originale), con un “mostro” di recitazione come Andrea Sartoretti (già notevole nei panni del criminale ottuso Bufalo della serie tv Romanzo criminale) e una bella mano registica. E’ l’unico episodio che si vede con gioia. Tutto il resto è noia.
Francesco Alò