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  Factory 2Factory 2

Testo, allestimento e regia di Krystian Lupa
Costumi di Piotr Skiba
Scritto con Ida Ganczarczyk e Magda Stojowska
Musica di Mieczyslaw Mejza
Interpreti: venti attori della compagnia
Prima rappresentazione febbraio 2008
Wroclaw, Premio Europa, aprile 2009

   
 
www.Sipario.it, 25 aprile 2009

In Factory 2, collaudato e lunghissimo spettacolo con due intervalli iniziato intorno alle 16 e finito poco prima di mezzanotte, non c’era Lupa a bofonchiare e dare indicazioni ai sui attori e neppure il fantasma di Grotowski, per il quale l’Unesco, nel decennale della sua scomparsa, consacrava questo 2009 come “Anno Grotowski”, piuttosto un pubblico numeroso assiepato in ogni posto d’una immensa sala degli austeri Studi Cinematografici di foggia piuttosto nazista alla periferia di Wroclaw. Un fantasy o un reality tipo Grande Fratello (in particolare la prima parte) ispirato al lavoro di Andy Warhol nella sua ampia Factory frequentata da donne vampiro, sdolcinati omosessuali, qualche bel maschio, travestiti disinibiti, drogati, una ventina di personaggi colorati e bislacchi, sempre sopra le righe, filmati senza soste e senza veli da Paul Morissey ( qui vestito da Zbigniew W. Kaleta) e da altri operatori, i cui molti spunti faranno parte in un secondo momento, come si sa, di alcuni film come Flesh e Trash sul mondo degradato e carnale di Warhol qui interpretato con grande senso comico, infantile, ludico, anche timido e sfrontato da Piotr Skiba. I protagonisti seduti e distesi scompostamente in tutte le posizioni, fumano di continuo di fronte al pubblico, parlano al telefonino dei loro fatti e le loro immagini filmate in diretta appaiono su un grande schermo in fondo la scena. L’improvvisazione gioca un ruolo importante e il mistero della vita arriva attraverso la sua parodia. Lo spettacolo va avanti tra esibizionismi, solitudini, pornografia e voyeurismo e sono di grandi ilarità le scene che ritraggono un giornalista del New York Times (Szymon Kaczmarek) intervistare Warhol con risposte più che evasive da parte di quest’ultimo; ancora Warhol svegliato di prima mattina dall’amica Brigid (Iwona Bielska) oltremodo loquace che continua a parlare senza sosta, mentre lui tra acrobazie varie riesce a fare colazione spalmando di marmellata le sue fette di pane, a fare pipì, finanche ad avere l’ispirazione di ritrarre su una tela una sedia con i colori della bandiera americana. Lo spettacolo va avanti stancamente quasi al ralenti con la bionda Edi di Sandra Korzeniak, la Nico di Katatarzyna Warnke e fino alla fine non succede più niente.

Gigi Giacobbe

     
 
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