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  Eva PeronEva Peron

di Copi
regia Pappi Corsicato
con Iaia Forte, Cristina Donadio, Vladimir Aleksic, Alessandro Baldinotti, Alessia Innocenti
scene Massimo Bellando Randone
costumi Grazia Colombini
disegno luci Pasquale Mari
direttore di produzione Clara Gebbia
video Pappi Corsicato
una produzione Mercadante Teatro Stabile di Napoli - Teatro Iaia
7 - 10 maggio Teatro di Messina - Sala Laudamo, Messina

   
 
Giornale di Sicilia, 9 maggio 2009

MESSINA (gi.gi.).- Lo vedi tutto d’un fiato questo Evita Peron di Copi, lo scrittore-disegnatore franco-argentino della “donna seduta” morto di AIDS nel 1987. I 60 minuti dello spettacolo messo in scena magnificamente da Pappi Corsicato volano via di corsa divertendo e lasciando indelebili nella memoria i cinque personaggi che vi compaiono. A partire dall’eroina del titolo, colta nei suoi ultimi giorni di vita ammalata di cancro che le divora l’anima e il corpo, dando ad Iaia Forte il modo di trovare una delle interpretazioni più esaltanti della sua già ricca carriera d’attrice. Accanto a lei con un fare grottesco si muove la madre di Evita,  suscitando ilarità Cristina Donadio per il suo grifagno modo di anelare ai gioielli e ai beni della figlia, mentre è situato su un trabiccolo a rotelle l’emblema del potere dittatoriale di Juan Peron, vestito da generale con tanto di fascia blu, occhiali neri, gambe nude e pantaloni in mano quello di Alessandro Baldinotti, spinto a mano da una specie di ganzo (Vladimir Aleksic) buono per qualsiasi prestazione omo o eterosessuale lungo il palcoscenico occupato solo da un grande armadio concavo grigio-perla che va da un lato all’altro della scena di Massimo Bellando Randone, ricco di eleganti abiti femminili, stile anni ’50 quelli di Grazia Colombini. Che qui hanno un ruolo importante perché indossati dai vari personaggi con vari cambi, quasi come in un defilé, cui non si esime la pur solerte infermiera (Alessia Innocenti) che imbottisce di morfina la sua illustre malata e che alla fine pagherà caro il suo amore per lo sfarzo e le gioie. Uno spettacolo-parodia della donna più amata d’Argentina che i suoi fans avrebbero voluto Santa-subito, imbalsamarla, renderla immortale come una Vergine Maria, protettrice dei ceti più poveri e che aveva promesso durante la sua attività assistenziale aborto gratuito per tutti e la pensione a 50 anni. Applausi calorosi alla fine per uno spettacolo da non perdere in scena alla Sala Laudamo sino a domani pomeriggio.

Gigi Giacobbe
     
 
© Sipario 2011