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EracleEracle

di Euripide
traduzione: Giulio Guidorizzi
scene: Antonio Fiorentino
costumi: Maurizio Millenotti
regia: Luca De Fusco
coreografie: Alessandra Panzavolta
con Ugo Paglai, Sebastiano Lo Monaco, Deli De Maio, Marianella Bargilli

   
 
Avvenire, 13 maggio 2007

Al Teatro Greco di Siracusa Ercole sembra un cinekolossal

Da Siracusa

Non succede di frequente che negli spettacoli proposti dall'Inda al Teatro Greco di Siracusa, uno stesso personaggio ritorni sulla ribalta nel corso della stessa stagione. Avviene quest'anno con l'eroe delle 12 fatiche. A distanza infatti di 24 ore sull'immenso palcoscenico dove campeggia una metaforica e imponente reggia metallica color rame e oro che fa tanto set hollywoodiano di Antonio Fiorentino, ecco, dopo le sofoclee Trachinie, Eracle di Euripide. Tragedia che da sempre suscita varie resistenze e perché sofferente di difetti drammaturgici e perché il protagonista (qui, il nume di casa Sebastiano Lo Monaco) resta sulla scena per un tempo non proprio considerevole e per giunta accanto a importanti comprimari: Teseo e il nobilissimo padre Anfitrione. Nel testo euripideo, Eracle lo ritroviamo nel momento in cui torna dall'Ade. E, smarrito, coglie i suoi familiari, padre, figlie e la moglie Megàra, in preda al terrore causato dal tiranno Lica, il legittimo sovrano di Tebe, che sta per eliminarli. Ciò che succede è inconcepibile per lui che non è più il possente lottatore, ma un eroe ormai stanco e incupito. Al punto che salverà sì, i suoi cari ma poi sarà lui stesso a sterminarli dopo che la dea della Follia gli avrà stravolto il senno. Quando riacquisterà coscienza dell'orrore commesso, solo l'incontro e il raziocinare dell'amico Teseo riusciranno a rinsavirlo. Riprenderà a vivere ma cosciente a questo punto che la sua forza non può valere contro il destino, contro quella pulsione di morte che è il tema sul quale Euripide muove la sua tragedia.
Così sintetizzata, la vicenda ha del mélo. E a ben vedere Luca De Fusco come tale sembra trattarla costruendo una poderosa macchina teatrale che va diritta al gusto più plateale di un pubblico che affolla le alte gradinate. Regalando uno spettacolo che nel suo procedere spedito, tende al kolossal cinematografico. Più che una vera tragedia questo Eracle, quasi a scivolare verso il libretto operistico. Con tanto di sontuosa colonna sonora (di Antonio Di Pofi) e costumi funerei ma fastosi (di Maurizio Millenotti).
A tale concezione adeguandosi anche gli attori che seguono una linea tradizionale. A cominciare da Sebastiano Lo Monaco che disegna il suo Eracle con forza ma anche sterilizzandolo come fosse personaggio da fiction tv (cosa molto apprezzata dal pubblico); e dal canuto Ugo Pagliai che fa un Anfitrione protocollare ma di voce assai chiara e precisa.

Domenico Rigotti

     
 
© Sipario 2011