Povero Shakespeare ridotto a caricatura
Peter Brook,
smantellando e rimontando nel 1970 il Sogno di Shakespeare
in una scatola bianca, sostenne che il testo toccava
con delicatezza il problema delle trasformazioni, facendo
riflettere sulla natura dell'amore. La figlia Irina Brook
ha battezzato l'anno scorso all'Off di Avignone En attendant
le songe..., spettacolo che ora, debuttando a "Shakespeare in Verona" dopo un'anteprima
a Volterra, mostra una compagine tutta maschile di sei
tecnici di teatro alle prese con una clownerie popolare,
con una parodia ambulante del Sogno di una notte di mezza
estate. Sarà che noi abbiamo in testa sberleffi
umani e all-male dei gloriosi Legnanesi, sarà che
in Europa il pastiche è un'arte ormai tagliente,
sarà che non ci stupiscono gli stura-lavandini,
le biciclette rosa, le cipolle della docciaa o i siparietti
da comica finale per Piramo e Tisbe. Ma è certo
che da una ricerca sugli spazi e sui linguaggi dell'amore
nel Sogno, s'è giunti a un carrozzone di macchinisti
estemporanei, buontemponi, bravi in qualche slancio di
musical, una comicità da fumetto, e l'amore ridotto
all'ombra di una caricatura.
Rodolfo Di Giammarco