Per lungo tempo, lo scrittore inglese autore di “La strana avventura
del dottor Jekyll e di mister Hyde” pubblicato nel 1886 e che ha
ispirato varie realizzazioni teatrali e cinematografiche, aveva desiderato
trattare il tema della doppia natura dell’uomo con la lotta perenne
tra il Bene e il Male. Nel racconto per focalizzare il conflitto, l’autore
lascia che il Male sia rappresentato da un mostro, il dottor Jekyll assume
le orribili sembianze del demoniaco signor Hyde.
L’allestimento teatrale in questione ruota intorno alla mostruosità,
non quella palpabile e più evidente, ma quella che si annida nella normalità: è allora
solo un caso che sia Jekyll a trasformarsi in Hyde, perché poteva essere
il maggiordomo Poole o Sir Utterson, o una qualsiasi altra delle rispettabili
persone che popolano la perbenista società vittoriana e che nell’allestimento
dei due scenografi sono rappresentate da sagome in costume che riempiono la scena. “Tutti
possiamo trasformarci in Hyde – dice una nota sull’allestimento – e
compiere le peggiori atrocità che diventano “normali” in questa
nuova dimensione di assoluta mancanza di morale, coscienza, cuore: quando gli
altri respingono Hyde pieni di disgusto, rifiutano in lui una parte di se stessi”.
Maurizio Gueli con versatilità si cala in tutti i personaggi dell’adattamento
personalizzandoli in modo egregio, fino all’apoteosi della delirante ultima
trasformazione. Il bravo danzatore Rocco Colonnetta che affianca in scena Gueli,
dà vita ai demoni che possiedono i vari personaggi. Ambedue padroneggiano
i loro ruoli dando vita ad uno spettacolo conciso e di qualità.
Diana Palma