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Dreamgirls
di Bill Condon
con Beyoncé Knowles, Eddie Murphy,
Jamie Foxx, Dennis Glover
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La Stampa, 26 gennaio 2007
Ma quanto è bella Beyoncé-Diana Ross
Da un musical che
25 anni fa restò a Broadway per quattro stagioni è ricavato
il musical Dreamgirls, candidato all'Oscar per molti premi minori, che
sarebbe tuttavia poco interessante se non ripercorresse la storia Anni
Sessanta del Detroit Sound, di Diana Ross, della Motown Records, la prima
casa discografica afroamericana che riuscì a conquistare il pubblico
bianco mescolando musica nera e bianca, che ebbe grande successo internazionale
e lanciò molti cantanti famosi.
Fondata nel 1959 a Detroit dal venditore d'automobili Berry Gordy, la
Motown scritturò nel 1961 un trio di debuttanti nere, le Marvelettes
(poi Primettes, Dreamgirls, Supremes) che piacque molto ma ebbe vita
tormentata: Diana Ross, che era la terza voce, diventò la prima
soprattutto per la sua bellezza ed eleganza, sposò il padrone,
scelse il cinema impersonando Billie Holliday ne La signora del blues
di Sidney J. Furie. Dreamgirls racconta la sua vicenda (la protagonista
Beyoncé è bellissima), il suo ambiente e i suoi anni con
lusso scintillante e sentimentalismo patetico, con magnifici costumi
ideati da Sharen Davis, con trucco e acconciature dell'epoca molto ben
copiati e luminosi. La musica di Henry Krieger non è granché:
persino canzoni molto carine del trio (Cadillac, Move) non sono mai arrivate
alla popolarità in Europa.
Lietta Tornabuoni
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L'Espresso, 26 gennaio 2007
Il sogno viaggia su una Cadillac rosa
In 'Dreamgirls' Beyoncé veste i panni di Diana Ross per un musical che ripercorre la storia anni Sessanta del Detroit Sound, della Motown Records. Bravi gli interpreti, splendidi i costumi ma musica e ambientazione non convincono
Spettacoli scintillanti, sederi roteanti, sorrisi e canzoni: 'Dreamgirls' di Bill Condon, musical tratto da un musical di un quarto di secolo fa rimasto in scena a Broadway quattro anni, ripercorre la storia anni Sessanta di Diana Ross, del Detroit Sound, della Motown Records, la prima casa discografica nera che riuscì a creare molte star nere, a mescolare musica nera e bianca conquistando il pubblico bianco, ad avere grande successo, a definire un'epoca.
Fondata nel 1959 a Detroit dal venditore d'automobili Berry Gordy, la Motown scritturò due anni dopo un trio di debuttanti nere, le Marvelettes, future Primettes, Dreamgirls, Supremes (altri trio si chiamavano all'epoca The Vandellas, the Crystals, the Silhouettes). Una di loro, Florence Ballard, voce meravigliosa e aspetto troppo semplice, proprietaria di una Cadillac Eldorado rosa, vincitrice di otto dischi d'oro in due anni, lasciò il trio e morì all'ospedale nel 1976 in assoluta povertà. Mary Wilson, la seconda voce del trio, morì dissanguata dopo un incidente d'auto per non essere stata accolta in un ospedale per soli bianchi. La terza voce diventò Diana Ross, capo-trio e moglie del padrone: lasciò la Motown per il cinema nei Settanta, per interpretare la parte di Billie Holliday in 'La signora canta il blues'. Anche il cantante principale morì male: si uccise perché i tempi erano cambiati e la Motown non lo voleva più.
Questa vicenda è la cosa più interessante e commovente di 'Dreamgirls'. Poi è bravissimo Eddie Murphy che interpreta genialmente il cantante; sono ricchi e bellissimi i costumi ideati da Sharen Davis; è molto affascinante Beyoncé Knowles che interpreta Diana Ross. Ma l'ambientazione negli anni Sessanta è sommaria, e la musica è mediocre.
Lietta Tornabuoni
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