Eroina androgina nel regno apocalittico di «Doomsday»
Una volta tanto, uno scenario apocalittico per un fantahorror è la
Scozia. È lì che è ambientato «Doomsday» dell'inglese
Neil Marshall che riprende il filone futuribile-medievale e ricicla ad effetto
vari sottogeneri per procurare una reazione che oscilla tra la paura del
virus letale, il disgusto per gli eccessi di sangue, di mutilazioni, di situazioni
iperviolente, il tifo inevitabile per la supereroina di turno. Il viaggio
spaziotemporale è attivato dalla ricomparsa del Reaper Virus che era
stato isolato nel 2008 in Scozia e nel 2033 incombe minaccioso su Londra.
Si pensava che il sacrificio di una regione alla causa nazionale potesse
essere una soluzione e invece la nuova forma del male sconvolge qualsiasi
previsione. La spedizione per debellarlo viene affidata allo spericolato
maggiore Eden Sinclair. La donna deve prima di tutto ritrovare nelle zone
a nord del vallo di Adriano l'ormai vecchio dottor Marcus Kane, partito 25
anni prima per cercare un vaccino contro il virus che aveva decimato la popolazione
scozzese e poi risucchiato dalla barbarie nella quale è precipitata
una regione colpita dall'infezione e abbandonata al suo destino. Prima di
incontrare Kane, irrecuperabile nemico dell'umanità, Eden nel corso
della sua pericolosa missione incrocia orde di punk-nuovi barbari guidati
dal temibile guerriero Sol, cavalieri medievali, zombi e umani. Con una sceneggiatura
farraginosa, un'overdose di combattimenti e inseguimenti, un ritmo frenetico,
una violenza estrema, un'esasperazione del contrasto tra buoni e cattivi,
Marshall confeziona un film spettacolare e ipertrofico, disperdendo la metaforica
tradizionale rivalità etnico-culturale tra scozzesi e inglesi che
pure è presente in filigrana. Tra due attori del calibro di Malcolm
McDowell e Bob Hoskins, si impone però la presenza nel ruolo di Sinclair
di Rhona Mitra. Bellezza androgina, concentrato di energia, che utilizza
tutto il repertorio offensivo possibile, esibisce agilità, doti acrobatiche
e spericolatezza tali, da farla entrare di diritto tra le grandi eroine d'azione
alla Angelina Jolie e Milla Jovovich.
Alberto Castellano