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Sabrina BrazzoDon Chisciotte

musica: Ludwig Minkus
coreografia: Rudolf Nureyev
direttore: Paul Connely
scene: Raffaele Del Savio
costumi: Anna Anni
con Svetlana Zakharova / Sabrina Brazzo, Denis Matvienko / Leonid Sarafanov
corpo e orchestra del Teatro alla Scala
Milano, Teatro alla Scala, settembre 2007

   
 
Corriere della Sera, 9 agosto 2007
Zakharova e Matvienko strepitosi nel Don Chisciotte

Prima che Rudolf Nureyev, nel 1966 a Vienna, lo riproponesse nella sua interezza, il balletto di Petipa e Minkus «Don Chisciotte» era conosciuto in Occidente solo per il suo gran passo a due finale, momento di altissimo vigore e rigore accademico, cavallo di battaglia di tutti i grandi interpreti sovietici (e Vladimir Vassiliev era, in quegli anni, un modello irraggiungibile). Il motivo: «Don Chisciotte» era un grande spettacolo di gusto sorpassato, le musiche non restavano nell' orecchio e nel cuore, e la vicenda era, a parere dei più, scombinata. L' eroe di Cervantes era solo un pretesto per portare a lieto fine l' amore contrastato fra il povero e astuto barbiere Basilio e la bella Kitri, figlia di un oste che la vorrebbe sposa a un ridicolo damerino di città: in un clima da opera buffa italiana e con qualche riferimento alla «Fille mal gardée» nata addirittura nel 1789, il balletto petipiano univa il comico al folcloristico, senza dimenticare il lato romantico, spirituale, quasi d' obbligo da «Giselle» in avanti. Il Cavaliere errante sogna la sua ideale Dulcinea in un immaginario paradiso delle Driadi, prima di benedire le nozze dei due giovani e di rientrare nella quotidianità della vita. Nureyev scatenò la sua fantasia, svariando fra Russia e Spagna, fra toreri e dragoni, zingari e preti, aggiungendo alla sua parte toni beffardi alla Till Eulenspiegel, ripensando il virtuosismo maschile con astuzie di alta scuola moderna e chiedendo alla prima ballerina impegni assai gravosi per velocità e grazia. Il successo non è mancato, e alla Scala questo Don Chisciotte è di casa dal 1980, quando Rudy lo danzò con Carla Fracci. Nella ripresa scaligera applauditissima di venerdì, c' erano due superstar, Svetlana Zakharova e Denis Matvienko, assolutamente strepitosi, autentici fuoriclasse ed esemplari interpreti di una tradizione sorretta da una scuola intatta. Indimenticabili le entrate travolgenti della étoile e le poderose imprese del danzatore. Magnifiche performances, con un paio di piccolissime esitazioni, e pubblico entusiasta. Allestimento di Del Savio, troppo realistico per le Driadi, bei costumi di Anna Anni, direttore d' orchestra Connelly, fra gli interpreti un elogio soprattutto a Antonio Sutera.

Mario Pasi

     
 
© Sipario 2011