Testata

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog


 

 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
  prosa          
             
 
             
             
  ricerca per locandina
  A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
  ricerca per titolo      
             
             
   
 

Die Panne ovvero la notte più bella della mia vitaDie Panne ovvero la notte più bella della mia vita

di Friedrich Dürrenmatt
traduzione Italo Alighiero Chiusano
adattamento Edoardo Erba
con Giovanni Argante e la partecipazione di Lombardo Fornara
e con Franz Cantalupo, Lidya Giordan
scene Andrea Taddei
costumi Silvia Polidori
luci Angelo Ugazzi
regia: Armando Pugliese
Roma, Teatro Eliseo, dal 26 gennaio al 14 febbraio 2010

   
 
Il Messaggero, 6 febbraio 2010

Nel gioco dei processi un delitto impalpabile

Un giallo? I testi di Dürrenmatt possono (tutti)essere definiti tali. A maggior ragione Die Panne. Ovvero la notte più bella della mia vita, racconto del 1956 che Ettore Scola trasformò nel film La più bella serata della mia vita, con Alberto Sordi. Per la versione teatrale (all’Eliseo fino al 14 febbraio) hanno invece lavorato Edoardo Erba e Armando Pugliese, il primo ricavandone un copione recitabile, il secondo firmando la regia dello spettacolo, interpreti Gian Marco Tognazzi, Bruno Armando, Giovanni Argante, Lombardo Fornara, Franz Cantalupo, Lidya Giordan. La storia? Alfredo Traps subisce un guasto all’auto mentre batte la Svizzera per lavoro (Dürrenmatt è di nazionalità elvetica). Sulle prime, prende la cosa alla garibaldina: in fondo, lo stop forzato può significare avventura, il momentaneo ribaltamento della routine. Peregrinando alla ricerca di soccorso, capita in casa di un vecchio magistrato che, assieme a una coppia d’amici, ama rievocare dibattimenti famosi. Quasi senza accorgersene, entra nel gioco, che incalza e va avanti fino a che il neofita si trova sul banco degli imputati e arriva a “confessare” un delitto indiretto: ha provocato un infarto mortale, con rivelazioni compromettenti, al proprio datore di lavoro. Pulizia scenica, tempi calibrati, attori capaci di costruire il clima che occorre a questo Dürrenmatt fra coscienxa e colpa. Tognazzi si tiene (con merito) lontano da qualsiasi imitazione, facendoci partecipi della bella maturità artistica che ha ormai raggiunto.

Rita Sala

     
 
© Sipario 2011