Cristina ‘a spedesa è stato uno dei primi testi
in dialetto calabrese rappresentato trent’anni fa al Piccolo Eliseo
di Roma. Spesso in Calabria si è parlato del grande successo che
ha avuto al Teatro Rendano di Cosenza, in decine di repliche agli inizi
degli anni Settanta. E per anni si è aspettato l’occasione
di poter rivedere in scena questa bellissima commedia, unica in dialetto
calabrese, scritta da Vincenzo Ziccarelli. In essa si mostra la vita
di un paesino della provincia calabrese, sconvolto dalla presenza di
un’affascinante ragazza svedese, venuta in Italia al seguito del
suo fidanzato, giovane emigrante a cui il Sindaco ha trovato un posto
nella terra natia. È l’incontro-scontro di due culture,
di due modi di pensare e di vivere i rapporti con la popolazione, con
le istituzioni, con l’altro sesso. La commedia è tornata
in palcoscenico in un’edizione rigorosamente caratterizzata, con
i mezzi limitati di cui la Compagnia dispone, nel massimo rispetto per
il testo e nell’estrema aderenza ai personaggi, con una recitazione
quanto più aderente possibile all’ambiente descritto. Così facendo è riuscita
a soddisfare il pubblico accorso per sentire parlare il calabrese, lingua
bella e bistrattata, con cui si formulano i pensieri, patrimonio culturale
da usare, da ricordare e da conoscere: e questo testo è un prezioso
scrigno che contiene detti, proverbi, modi di dire, vocaboli e strofe
di canti popolari quasi dimenticati e sconosciuti alle giovani generazioni.
Il cast di giovani interpreti è di primissimo piano: attori che
hanno il privilegio di saper recitare e la sfortuna di ostinarsi a farlo
anche in una regione difficile come la Calabria. E questo è un
altro motivo che ha spinto la Compagnia alla sfida. Lo spettacolo finisce
con l’auspicio: “si ci volimu stà - su paise ha de
cangià”. E, in verità, esso è cambiato nei
rapporti fra i sessi, nell’abbigliamento e in altro ancora. La
minigonna non tira più, le cosce della svedese che accendevano
la fantasia degli “affamati” maschi meridionali non scandalizzano
più e tuttavia il paese non è cambiato.
Il pubblico numeroso che ha assistito alle quattro repliche di debutto al Teatro
Italia di Cosenza ha applaudito con entusiastica partecipazione.
Vittorio Messina