Il Pirandello raffinato e amaro di Giulio Borsetti
«Così è (se vi pare)», che Luigi Pirandello scrisse
nel 1917 traendola dalla novella «La signora Frola e il signor Ponza»,
possiede la forma perfetta dell' arte del grande autore. Commedia costruita
sulla multipla essenza della verità, racconta come nessuno «è» in
assoluto, ma come tutti siano quello che al momento gli altri li credono
essere. Motore di tutta la vicenda è lo «scandaloso» comportamento
del segretario di prefettura Ponza che scatena la curiosità di una
società stupida e feroce: tutti vogliono sapere perché Ponza
tenga segregata la moglie e impedisca alla suocera, la signora Frola, di
vedere la figlia. Interrogati, asserragliati dalla grettezza dei pettegoli,
genero e suocera racconteranno ognuno la propria verità, nella quale
dolore e follia sono le chiavi di volta. Da una parte c' è la «realtà» atrofizzata
e sclerotica nella sua apparente vivace verità, dall' altra il mondo
della passione e dell' immaginazione di Ponza e della signora Frola che
trasforma il crudo e inconoscibile vero in una più fervida e alta
verità consolatrice. Giulio Bosetti regista, con la bella scena
di Nicola Rubertelli, ripropone uno spettacolo di raffinata sobrietà che
ben fa risuonare il testo in tutta la sua forza di amara, ambigua parabola,
e riserva per sé, splendido per misura, il ruolo del ragionatore
ironico, l' alter ego di Pirandello, Lamberto Laudisi, che si limita ad
osservare conscio dell' impossibilità di giungere a una certezza.
Neri archetipi di un inesprimibile dolore che si materializzano dal buio
di un incubo sono la Frola dell' ottima Marina Bonfigli, stretta tra lacerazione
e dolcezza e il Ponza braccato e dilaniato di Francesco Migliaccio. E intorno
a loro la realtà atrofizzata di personaggi petulanti ben tratteggiati
da tutti gli interpreti, da Elena Croce a Massimo Loreto, da Alberto Mancioppi
a Silvia Ferretti, a Roberto Milani. COSI È (SE VI PARE), di Luigi
Pirandello, regia di Giulio Bosetti, Teatro Carcano, fino al 13 maggio
Magda Poli