Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Come tu mi vuoi
Come tu mi vuoidi Volfango De Biasi
con Cristiana Capotondi, Nicolas Vaporidis, Giulia Steigerwalt
 
Panorama, n. 46 2007
Coppia da incassi per favoletta banale

Ma perché quando in Sex and the city o in Il diavolo veste Prada lo shopping procede a forza di vere griffe in bell'evidenza la cosa ci sembra naturale anzi persino ironica? E se invece la litania dei marchi più famosi viene recitata in un filmetto nostrano titolato Come tu mi vuoi lo stesso fatto ci appare di rara volgarità, benché in piena conformità con la legge che ormai favorisce il product placement? Perché tutto dipende dal contesto. Nel primo caso, sceneggiatura e dialoghi puntuti, spregiudicati eppure sempre credibili e mai banali. Nel secondo, ancora e sempre la fiaba di Cenerentola (Cristiana Capotondi, persino brava nell'ingrata parte), tutta ciccia e brufoli, impegno e secchionismo che si trasforma, da mane a sera, in vera bellezza trendy per amore del disinvolto Nicolas Vaporidis.

Sin dalla prima inquadratura si sa che prima o poi il truccatore le toglierà la finta acne: suspense zero. Lo star system giovanile prevede che la coppia Capotondi-Vaporidis (foto) faccia incasso: vedremo. Di sicuro il regista (l'esordiente Volfango De Biasi) ha farcito l'hamburger con ingredienti à la page: Vallettopoli sullo sfondo e favori sessuali tra insegnante e allieva, droga party tra mondo malsano della discoteca e quello brutale degli stilisti. Nonostante gli sforzi, però, la favoletta resta tale, respiro corto da fiction in economia, vecchia Tv dei ragazzi, spregiudicata quanto il mago Zurlì (che a dire il vero era un pochino più perverso). Con molta nostalgia per la corroborante perfidia di Ugly Betty.

Piera Detassis

 
Il Mattino, 15 novembre 2007
Dietro la patina della commedia

Sistematicamente evitata o guardata con snobismo dai cinefili duri & puri, la nuova commedia generazionale si è ritagliata una corsia preferenziale con titoli come «Notte prima degli esami», «Tre metri sopra il cielo», «Ho voglia di te» e marcia implacabile alla conquista dei botteghini. Si rischia la ripetitività della formula, ma «Come tu mi vuoi» è una bella sorpresa perché rivendica un mondo giovanile più complesso e articolato di quello descritto da Moccia e compagni, tenta di diversificare i punti di vista, insinua il dubbio e la coscienza critica in un universo fatto di esibizionismi, arroganza e potere. Con un occhio al romanzo di formazione e uno alla commedia americana degli anni d'oro che metteva in cortocircuito il bello e il brutto, la ricchezza e la povertà, il cinismo e la sensibilità, il film diretto da Volfango De Blasi propone una storia d'amore ambientata a Roma in chiave favolistica, un po' controcorrente nel suo opporre al modello patinato di lui la tensione interiore, il rovello quasi bergmaniano di lei, salvo poi optare realisticamente per la bellezza esteriore, decisiva per apprezzare anche quella interiore. Giada e Riccardo sono due studenti universitari di diversa educazione ed estrazione sociale: lei è una studentessa fuori sede, dimessa, bruttina e dal look fuori moda, studia moltissimo, è profonda e colta; lui è il tipico figlio di papà, ricco e viziato, non ha voglia di studiare e pensa solo a divertirsi. Succede però che tra coloro ai quali Giada dà ripetizioni per mantenersi finisce anche Riccardo. Spinto a sedurre la giovane per una scommessa, lui comincia davvero ad innamorarsi di lei. I loro mondi sono lontani, ma Giada accetta la sfida di entrare in quello di Riccardo sottoponendosi a una trasformazione estetica che fa passare in secondo piano le sfrontate ragazze del giro. Nei ruoli dei due giovani innamorati tornano a recitare insieme Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi, che con «Notte prima degli esami» sono diventati la coppia simbolo della Y Generation post-politica e in «Come tu mi vuoi» confermano che hanno anche talento.

Alberto Castellano

 
Corriere della Sera, 9 novembre 2007

Si rabbrividisce all' idea che Capotondi e Vaporidis possano sembrare Loren e Mastroianni di oggi. Nel film deb dal titolo pirandelliano di de Biasi lei è una secchiona intelligente, marcusiana ma bruttina (occhiali e plusvalore di pustole e brufoli) che s' innamora di un idiota figlio di papà devoto al look con una serie di amici quasi subnormali, da spot. La critica alla civiltà dell' apparenza meriterebbe maggior cattiveria, qui si rischia superficiale e complice simpatia con vodka e coca(ina). Lei cambia e prende il look mignotta, poi si redime ma si troverà all' università ad interrogare l' amato ignorante e dolcevitaiolo: la notte dopo gli esami? Faran faville. Tra i cult: l' estetista esteta, i vip brutta copia della signorina snob (ci manca la Valeri). Delicato il poster di un sederone alla finestra, vergognosa la sfilata pubblicitaria di marchi. La saggia del clan dice: la cultura non ha ritmo. Neppure il film: come la mettiamo? VOTO: 4/5

Maurizio Porro

 
Il Manifesto, 9 novembre 2007
Tra gli universitari romani ancora una Cenerentola

Magari i ragazzi si sono già stufati di questi teen movies, ma i produttori ci puntano molto. Anche se gli ultimi due, Scrivilo sui muri e Cemento armato, malgrado il dispiego di copie, sono stati due flop. Anche l'ultimo arrivato, Come tu mi vuoi, targato Medusa e diretto dall'esordiente romano Volfango De Biasi, uscirà con oltre 300 copie. Del resto è il film che riunisce Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi, i protagonisti di Notte prima degli esami, e Medusa ha le sale per un lancio in grande stile. La storia non è altro che una versione romana 2007 delle tante Cenerentole del passato. Giada, cioè la Capotondi, ragazza intelligente ma bruttina (occhialoni, naso alla Verdone, migliaia di brufoli), mal vestita e di piccolissima borghesia, frequenta Scienze della Comunicazione a Roma, ma viene rifiutata come assistente dal suo professore. Frequenta la stessa facoltà, ma con esiti disastrosi, anche Riccardo, cioè Vaporidis, bello e ricco, ma pure ignorante, mignottaro e un po' pippato con un ciuffo in testa che lo fa un po' Scamarcio. Il padre, Luigi Diberti, che già fu padre di Accorsi in L'ultimo bacio, si è accorto che il figlio non sta combinando nulla e s'incazza. Per questo Riccardo si ritroverà a prender lezioni proprio da Giada. Ovvio che tra i due venga fuori qualche alchimia per cui si finisce presto a letto in mezzo alla musica delle Vibrazioni. Ma lei è troppo cozza da mostrare agli amici in quel che il regista vorrebbe presentarci come il mondo dissoluto dei ragazzi ricchi romani. La salva dalla disperazione Fiamma, Giulia Steigerwalt, personaggio curioso ma poco sviluppato. Fiamma la riprogetta tutta portandola al Mattatoio da un maestro di stile, tal Hermes, cioè Marco Foschi, l'attor giovane della compagnia di Antonio Latella. Hermes, come Stanley Tucci in Il diavolo veste Prada, cambia il look della ragazza (di straculto il suo «Missoni... Missoni!»). Riccardo abbocca, ma un paio di amiche stronze di lui le mostrano i lati peggiori del ragazzo e Giada lo molla. Ovviamente non molla i vestiti nuovi e il look da figa con i quali riuscirà ad avere il posto di assistente bona all'università. A questo punto lui capisce tutto, diventa buono, studioso e si rimette con lei. La Capotondi è bravissima sia da bruttina che da assistente in carriera, Vaporidis la soffre un po'. Grande prova dell'esordiente Elisa Di Eusanio come amica coatta di Giada. Il film è un po' insapore e leggermente presuntuoso, ma molti trovano perfetta la ricostruzione del mondo di Scienza della Comunicazione. Sarà...

m. gi.

 
La Repubblica, 9 novembre 2007
"Come tu mi vuoi", film generazionale
con la coppia Capotondi-Vaporidis

Ultima ricaduta del "Brizzi-Martani pensiero". Fausto Brizzi e Marco Martani hanno dato vita con Notte prima degli esami all'ultimo vero fenomeno (parallelo a quello del "Moccia pensiero") in stagioni avare di fenomeni forti. (Sul "forte" ci sarebbe da dire, tutta l'attenzione va alla debolezza e alla dispersione giovanili. Ma un'altra volta). Personalmente non c'entrano, Come tu mi vuoi è del debuttante Volfango De Biasi. Ma Cristiana Capotondi e Nicolas Vaporidis sono i testimonial generazionali creati da Notte prima degli esami.

Con tutte le sue ovvietà di ordinanza, il film parte energico ma non tiene il timone. Giada è una studentessa modello, fuorisede povera, tormentata dall'acne ma sprezzante dell'apparire in nome dell'essere. Riccardo è pieno di soldi e povero di valori, circondato da amicizie trendy e decerebrate.

C'è una sfilza di prototipi e archetipi sullo sfondo del fatale incontro, del cinico prendersi gioco di lei da parte del ragazzo, della decisione di Giada di adattarsi al modello vincente (da cozza - ma se stessa - a strafica spersonalizzata), dell'atroce dubbio se lei sia davvero passata dall'altra parte proprio mentre lui è maturato e soffre perché ha capito che l'ama davvero.

Paolo D'Agostini

 
Il Giornale, 9 novembre 2007
La Capotondi brutta fa un bel film

Come ogni alleanza (alliance è la «vera» in francese), i matrimoni si reggono su comuni interessi. È una verità antica come il mondo quella ribadita da Come tu mi vuoi di Volfango De Biasi, tratto dall'omonimo romanzo edito da Mondadori. Aggiornando la regola dell'unione duratura, che non significa dell'unione amorosa, all'Italietta del primo XXI secolo, De Biasi rappresenta disinvoltamente un lui (Nicolas Vaporidis) bello e ricco, quindi pigro, e una lei (Cristiana Capotondi) brutta e povera, quindi onesta.
È un luogo comune, ma il cinema non si occupa delle eccezioni, salvo vendere biglietti solo agli eccezionali. I due sembrano fatti per detestarsi. Invece si troveranno a metà strada: infatti verrà il momento in cui lui (per varie delusioni) sarà sempre bello, ma meno viziato/vizioso; e in cui lei sarà meno brutta (a colpi di cosmesi e abiti costosi), egualmente alacre e meno onesta, fra un furto e un compromesso che le aprirà, con le gambe, la via dell'insegnamento universitario. Sono ormai parimente meschini e sempre complementari: ognuno è diventato proprio come l'altro lo voleva. Se non felici e contenti, saranno sereni e abbienti. De Biasi è bravo nel far credere al pubblico ingenuo - più numeroso di quello smaliziato - che in Come tu mi vuoi trionfi l'amore, anziché l'opportunismo. Rispetto a Notte prima degli esami di Brizzi e a 3msc - Tre metri sopra il cielo di Lucini, Come tu mi vuoi è ben più acre: si esce dal cinema colpiti dalla complicità dell'autore coi suoi personaggi. Anche per questo, Come tu mi vuoi dovrebbe essere un successo: ogni popolo ha lo specchio che merita.

 
Il Messaggero, 9 novembre 2007

Giada (Cristiana Capotondi) è brutta. E basterebbe questo a giustificare Come tu mi vuoi di Volfango De Blasi. Perché, ci dice il film, in una società basata sull'apparenza, essere brutta è un peccato mortale. E nella Roma da "sniffare", si può rubare, ma chi indossa una gonna di quel colore, francamente, merita l'ergastolo. Giada è studiosa e profonda, ma suo look è fuori moda. Tutto il resto è noia. Dato che ama il ricco e snob Riccardo (Nicolas Vaporidis), che la ricambia ma si vergogna di lei, si trasformerà in una tipa sexy e fatale... Dopo i due Notte prima degli esami, Vaporidis e Capotondi affrontano il dilemma: essere o apparire? Rispondono "apparire". Ed è per questo che il film funziona. È chiaro: il brutto anatroccolo che diventa cigno o l'amore fra la povera e il ricco non sono esattamente una novità e il ritmo della commedia è oscillante. Ma i due attori sono cresciuti e il regista, senza pretese, individua con precisione fino a quale gradino siamo scesi.

Roberta Bottari

© Sipario 2011