Una serata quieta dopo una burrascata tipicamente estiva ha accolto, nello straordinario
scenario del Castello di Donnafugata, con la facciata illuminata e le luci soffuse, “Come
Pulcinella principe lasciò Napoli senza musica e partì a cercarla in Irlanda” di Violante
Valenti e Gioacchino Zimmardi, nella raffinata regia e straordinaria interpretazione di Violante Valenti. Il Progetto “Favole e vita – viaggio nell’immaginario”, al suo secondo appuntamento
è organizzato dalla Fondazione teatro Carlo Terron insieme alla Provincia Regionale
di Ragusa, del Comune di Ragusa e della Banca Agricola di Ragusa.
Una commedia dell’arte in scena , una mascherata in forma d’intermezzo per attori e
Musici, costruita sulle operine musicali del settecento.
In scena quattro sagome che personificano Pulcinella in diverse sembianze, un pianoforte
a coda, un flauto, un fagotto: la scena è ricca e crea un immaginario collettivo,
un viaggio immaginario nella Commedia dell’arte, reso vivo dalla lettura e interpretazione
di Violante Valenti, che ci fatto rivivere il teatro di Eduardo De Filippo in quel napoletano
classico di tradizione scenica con incursioni maccheroniche e storpiature d’effetto.
Un Pulcinella immortale e antico al contempo, reso moderno e vivo sulla scena: l’operina
È esilarate, diverte il pubblico che applaude ripetutamente durante la rappresentazione.
Al pianoforte, Gioacchino Zimmardi, affascina con quella musica originale e coinvolgente.
Il flauto, suonato da Domenico Testai, il fagotto, suonato da Antonino Cicero, si amalgamano
Col pianoforte.
Testo e musiche sono originali, notevoli e ripetuti i riferimenti culturali, l’operina è
Colta ma non tedia, anzi sempre viva è l’attenzione, passano messaggi, ambiguià,
doppi sensi, oscenità trasognate, tipici del Teatro dell’Arte all’italiana.
Il Progetto Commedia dell’Arte della Fondazione Carlo Terron prende l’avvio dalla Sicilia
Con questa opera e appoggiato dalle Fondazioni della Regione Lazio, Veneto, Liguria e Toscana
e da due festival internazionali, Damasco (Siria) e Almada (Portogallo), ha proposto
la Commedia dell’Arte come bene immateriale dell’umanità all’Unesco.
DG