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Come prima, meglio di primaCome prima, meglio di prima di Luigi Pirandello

regia: Giuseppe Venetucci
con Sonia Barbadoro, Mico Cundari, Marina Lorenzi, Loredana Martinez
Roma, Teatro Ghione, dal 6 marzo al 1 aprile 2007


   
 
Corriere della Sera, 29 marzo 2007
Una doppia moglie dietro quattro porte

Il corpo di una donna, la protagonista, giace esangue su una pedana da cui pende la sua folta chioma fulva, e quei capelli, tinti come si dirà più volte, sono il segno di quella finzione di rapporti, «della sincerità delle imposture» dei «finti riguardi», dai quali, alla fine, lei sentirà la necessità e la forza di fuggire. Così abbandonerà per la seconda volta il marito e la figlia ormai grande, con in braccio un' altra, appena nata. Un bel gesto di ribellione e indipendenza per un dramma del 1920, quasi un salto verso la modernità, lasciandosi alle spalle le convenzioni borghesi che condizionano la vita di coppia dell' epoca. Bene ha fatto allora Giuseppe Venetucci a asciugare il testo di Pirandello, rendendolo netto e essenziale nel suo procedere e ambientandolo in uno spazio astratto, geometrico; ecco allora quattro teatralissime porte, usate anche ad effetto sin dall' alzarsi del sipario, che pare un set cinematografico in cui, appunto, vanno in scena le finzioni, ma con tutta quella carica di verità che queste possono acquistare in palcoscenico, grazie alla qualità dell' interpretazione degli attori: la donna di Sonia Barbadoro, il marito di Mico Cundari, la figlia di Marina Lorenzi, l' esuberanza della zia di Loredana Martinez, per citare i principali. La recitazione da quasi meccanica, fortemente straniata, col procedere dell' azione, torna al naturalismo e appunto conquista la sua emotiva verità nei confronti finali, culminanti nella madre che si rivela alla figlia ormai adulta che la credeva morta, abbandonata bambina, e nella cui casa è stata riportata dal marito, sotto falso nome e incinta, come una nuova moglie, dopo averla ritrovata. Lo spettacolo è una nuova produzione del Teatro Ghione, che compie 25 anni e continua quella politica di classici rivisitati dignitosamente che era stata impostata da Ileana Ghione, improvvisamente scomparsa la scorsa stagione, creando un vero e proprio repertorio di base come nemmeno il Teatro di Roma, che pure è uno stabile pubblico.

Paolo Petroni

     
 
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