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Colore della libertà (Il)
Il Colore della libertàdi Bille August
con Dennis Haysbert, Joseph Fiennes Diane Kruger.
Germ./Belg./Fra./Ita./Sudafrica, 2006
 
La Stampa, 30 marzo 2007
Mandela, la forza della fraternità

La vita di Nelson Mandela è stata terribile (27 anni di prigione) ma, caso raro tra i leader neri combattenti contro il razzismo, (stavolta contro l'Apartheid in Sudafrica) ha avuto un lieto fine. Dal libro Il colore della libertà, scritto da James Gregory, sorvegliante carcerario di Mandela (Sperling & Kupfer) il film di Bille August racconta la lunga prigionia del protagonista, di durezza variabile a seconda del periodo o degli avvenimenti politici, e il legame che si stabilì nel tempo tra i due uomini.

James Gregory, Afrikaner bianco che considerava i neri creature subumane, aveva imparato da bambino la loro lingua, il che lo rendeva particolarmente adatto al compito di censore. Ai detenuti era concesso scrivere una lettera ogni sei mesi, non più lunga di 500 parole: Gregory era incaricato pure di controllare e censurare le lettere, in arrivo e in partenza. Il sorvegliante cominciò ad apprezzare l'eloquenza, le idee, il pensiero di Mandela; si accorse che le indiscrezioni da lui riferite erano seguite da omicidi; come il prigioniero, venne ferito dalla morte di un figlio.

Il film multinazionale è nobile, utile a mostrare agli spettatori come si possa passare dall'odio alla fraternità, realizzato con cura: ma inevitabilmente mediocre (basta pensare alle limitazioni che il regista avrà dovuto accettare afflitto da interpreti poco interessanti).

Lietta Tornabuoni

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