Per Tartaglia equivoci napoletani
Per il suo secondo film, Eduardo Tartaglia riprende la commedia teatrale di successo «Ci sta un francese, un inglese e un napoletano». L'adattamento riesce a tratti perché se è vero che la teatralità enfatica, la tradizione colorita, gli eccessi verbali rivendicati dall'attore e regista sono funzionali alla rappresentazione onesta della napoletanità, è anche vero che al cinema bisogna asciugare, sottrarre, lavorare sulle allusioni, le ellissi visive, i fuori campo. La commedia degli equivoci, il cui titolo prende spunto dalla famosa barzelletta, si sintonizza sul dramma d'attualità quando il soldato napoletano Salvatore viene scelto a sorte per una delicata missione non proprio militare: deve sposare una donna del luogo, la sconosciuta Majena, rimasta incinta di un inglese scomparso, per evitarle la pena capitale. I problemi per Salvatore nascono quando deve gestire la furibonda reazione della sua fidanzata Noemi, che sta per sposare. Interrompono la recitazione urlata e monotonale di Tartaglia, i duetti di stampo eduardiano con Veronica Mazza, le incisive interpretazioni di Mario Porfito e Biagio Izzo, il cameo da pizzaiolo di Patrizio Rispo, il carisma di Regina Bianchi, la bravura del francese Genti Kame.
Alberto Castellano