"Chi nasce tondo", Mastandrea incontra gli studenti
del liceo
Nella piccolezza del risultato e nei suoi evidenti
limiti di ogni tipo, quello di Chi nasce tondo... riesce
ad essere l'interessante e dignitoso risultato di un progetto
di produzione-formazione che, appunto, non c'è bisogno
di guardare come si guarda il saggio di recitazione o di
danza dei propri figli: con le lenti deformanti e benevole
dell'amore genitoriale.
Il regista Alessandro Valori, l'attore Valerio Mastandrea
con la scuola di cinema Digital Desk e un gruppo di studenti
di quattro licei romani hanno messo insieme una cosa piccola
e un po' ingenua ma tutt'altro che impresentabile. Un po'
Blues Brothers ma solo il secondo molto "antagonista" mentre
il primo aspira all'imborghesimento, gli orfanelli Mario
e Righetto (Mastandrea e Raffaele Vannoli, che ricorderete
come lo spilungone di "Il grande cocomero" di
Francesca Archibugi), devono dare la caccia alla nonna
sparita, vecchia dama indegna dalla condotta non irreprensibile,
ladra per dirla in breve, ma anche rimpianta maestra di
libero pensiero.
Di qui un susseguirsi di avventure picaresche e gustosi
incontri romani.
Paolo D'Agostini