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Chiamami Salomè
Chiamami Salomèdi Claudio Sestieri
con Ernesto Mahieux, Carolina Felline, Caterina Vertova, Elio Germano (Italia, 2007)
 
Il Manifesto, 9 maggio 2008

«Chiamami Salomé», il ritorno al cinema di Claudio Sestieri

Il fascino di un testo come la Salomé di Oscar Wilde, tanto utilizzata in teatro come nelle riduzioni cinematografiche, la prima da Ugo Falena nel 1910 tinta di giallo, la più incomparabile quella di Carmelo Bene con Veruschka, pellicola allucinogena, ha ispirato anche il regista (e critico, scrittore, autore televisivo) Claudio Sestieri con Chiamami Salomé strappandole un inedito lato feroce. Realizzato nel 2005, presentato alla Festa di Roma, non trovò posto nelle sale come tanti altri film italiani degli ultimi anni.
Aubrey Beardsley ci ha tramandato una volta per tutte il lato liberty del testo e tra i tanti particolari, il profilo di Giovanni Battista, spigoloso e iracondo ci ha sempre colpito per la sua distanza da ogni stile floreale. A Sestieri sarà venuta in mente questa tavola d'artista quando ha scelto per la parte Elio Germano che nel 2005 non era ancora arrivato al successo. Nervoso e atletico, implacabile fustigatore con il tono della voce e infuocato nella sua presenza profetica, Germano assume nel film il ruolo di una fiera tenuta in cattività. Il film ha una ulteriore trasformazione epocale, siamo ai giorni nostri in ambiente malavitoso, intrecciato alle famiglie italoamericane. Non è un teatro di posa dove si svolge l'azione, ma un capannone, una fabbrica dismessa, luogo di festini addobbato come una discoteca. La luna, primo personaggio del testo si scorge da una feritoia sul tetto. Il giovane siriano diventa il figlio di un capoclan albanese nominato capo delle guardie del corpo. Ma supera tutti per presenza e forza Ernesto Mahieux, nella parte di Erode, passato con classe dalla sceneggiata al cinema d'autore di Matteo Garrone (che gli valse il Donatello), Crialese, Lizzani, Bentivoglio.
È un boss napoletano piccolo di statura ma potente, anche se sottomesso agli americani in visita a cui cerca di far girare la testa con la magnifica festa e la forzata allegria. Salomè (Carolina Felline) entra nel film in maniera inoffensiva, ragazzina con le spalle coperte da una antica tradizione familiare di malavita ereditata dalla madre Erodiade (Caterina Vertova) e man mano sboccia come donna di mala in tutta la sua potenzialità, così come nel testo si trasformava da vergine in donna in una notte e per uno sguardo. Si lotta con il kitsch a toccare questo testo, ma già lo faceva Wilde facendolo poi tradurre dal francese all'inglese all'amante Lord Douglas, un ruolo creato per Sarah Bernhardt. Così Sestieri si mantiene in bilico tra immagini e parole, tra set e palcoscenico e nella sua Salomé si perde la superficie evanescente e si mantiene una sanguigna sostanza di intrecci non simbolici, ma incestuosi, di senso di colpa, di parola data, di senso del potere assoluto, come faceva in senso più lato Claude D'Anna nella sua Salomè con Tomas Milian, qui con precisi riferimenti tutti italiani.

Silvana Silvestri

 
Il Mattino, 10 maggio 2008

«Chiamami Salomè» tra Erode e una dark lady

«Chiamami Salomè» è una versione attualizzata e moderna del celebre dramma di Oscar Wilde. Claudio Sestieri rilegge un classico trapiantandolo nel contesto contemporaneo della criminalità organizzata, dove il boss napoletano Erode fa rapire Giovanni, figlio di un industriale, e allestisce una festa in una fabbrica abbandonata. Il gioco però gli sfugge di mano e una dark lady spinge la farsa verso la tragedia mettendo in pericolo la vita del giovane al quale il boss si è affezionato. Ernesto Mahieux nel ruolo di Erode ha raggiunto ormai nel cinema maturità espressiva e duttilità, mentre il camaleontico Elio Germano conferma di essere il più interessante attore italiano della sua generazione.

Alberto Castellano

 
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