Ecco "Certamente, forse"
come eravamo nell'era Clinton
Nelle pieghe delle possibili variazioni all'eterno nucleo
da commedia romantica - lui e lei dopo molti equivoci si
ritrovano e si amano per sempre - Certamente, forse trova
il suo posticino. È il racconto retrospettivo con
il quale un padre prossimo al divorzio (Ryan Reynolds)
intrattiene la figlia (Abigail Breslin). Truccando nomi
e dettagli riconoscibili, a richiesta della bambina che è intuitiva,
matura e rompiscatole, l'uomo ripercorre le tre relazioni
sentimentali importanti della sua vita.
Si tratta di indovinare chi è poi diventata la
mamma della curiosa ascoltatrice. In un "Come eravamo" senza
le ambizioni di spaccato generazionale che ebbe il famoso
film di Pollack, si ripercorre la stagione clintoniana
alla quale il protagonista fervente democratico ha dato
anima e corpo.
Sullo sfondo le stagioni passano e arrivano quelle della
delusione, in primo piano restano innamoramenti e disillusioni,
di volta in volta, tra il protagonista e: la fidanzatina
del college (Elizabeth Banks), la seducente giornalista
(Rachel Weisz), il tipo scombinato (Isla Fisher) che per
un fatale errore di valutazione diventa la confidente del
cuore. L'espediente narrativo traina fino alla conclusione
non sorprendente ma di buon effetto.
Paolo D'Agostini