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CarmenCarmen

coreografia: Ramon Oller
Companya de dansa Metros
scene: Joan Jorba
costumi: Mercè Paloma
Milano, Teatro degli Arcimboldi, 3 e 4 aprile 2008

   
 
Corriere della Sera, 5 aprile 2008
Tanto Eros per una Carmen stilisticamente debole

Tutta giocata sull' Eros, la «Carmen» presentata agli Arcimboldi - inizia così il mese della danza a Milano - dalla Compagnia Metros del catalano Ramon Oller: all' interno della fabbrica di sigari si snodano rituali d' amore e di morte, non si vedono i militari, la storia della discesa agli inferi del buon soldato José (disertore e assassino per amore) è ridotta a uno scatenamento di passioni senza riscatto. Gli abiti sono moderni, anche se entrano in gioco scialli andalusi; la coreografia è al 70 per cento in stile «nuova danza», quindi a piedi scalzi, ma non mancano passi flamenchi affidati per lo più al toreador; la musica di Bizet è affiancata da melodie popolari e gitane firmate da Martirio, con il ritorno quasi ossessivo del leit-motiv dell' Habanera, rovente song di Carmen che dice: «L' amore è un uccello ribelle che nessuno può addomesticare». Eros dunque, con corpi che si avviluppano e Carmen quasi nuda a provocare Don Josè e il Torero; morte annunciata di Carmen, praticamente affogata da José in un raptus di folle gelosia: l' acqua ha parte speciale, contamina e purifica, scorre come il tempo, e in essa la vita si annulla. Il balletto, in poco più di un' ora condensa un pò superficialmente una storia infinita, ha momenti di forte tensione ma resta stilisticamente debole. La musica di Bizet lo salva dai momenti di noia, il flamenco aiuta a capire, ma come siamo lontani da Antonio Gades e dal geniale Mats Ek, che portava la sigaraia di Siviglia in una furiosa Caserma. Applausi caldissimi.

Mario Pasi
     
 
© Sipario 2011