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CarmenCarmen

di Georges Bizet
direttore: Riccardo Frizza
regia, scene e costumi: Ferdinando Bruni
coreografie: Adriana Borriello
con Nora Sourouzian, Davinia Rodriguez, Eleonora Cilli, Annunziata Vestri, José Balestrini, Claudio Sgura
Orchestra Lirica I Pomeriggi Musicali
Cremona, Teatro Ponchielli, dal 26 al 30 novembre 2008

   
 
Corriere della Sera, 30 novembre 2008

Una «Carmen» solare anni ' 40 firmata Bruni

In tempo di austerity, con diverse Fondazioni liriche che versano in situazioni drammatiche, il Circuito Lirico Lombardo tiene. A fatica, perché il contenimento dei costi alla lunga sfianca e perché il modello delle coproduzioni non è privo di controindicazioni, ma tiene. E anche in questa stagione ha garantito l' allestimento di 4 nuove produzioni. Mediamente, di buon livello. Elogi da tutti per il dittico La medium/Gianni Schicchi. Bene Falstaff con la regia di Serena Sinigaglia che ormai è più di una promessa. Visivamente debole ma buono musicalmente il Don Pasquale. L' ultimo spettacolo a debuttare è ora una Carmen che vede tornare su un podio italiano Riccardo Frizza e vanta l' esperienza teatrale di Ferdinando Bruni per la regia. Una Carmen niente male, che ha debuttato con successo a Cremona e transiterà a Brescia, Como e Pavia. Bruni non è regista «di concetto». Il suo spettacolo si prefigge di raccontare il più possibile i fatti, le storie, i dettagli. Sullo sfondo c' è sempre la luna, ma in tal senso è una Carmen solare, per quanto estranea al folclore da cartolina. L' ambientazione anni Quaranta-Cinquanta le dà poi un tono rustico che sa un po' di verismo ma evitandone i cliché. Considerando che la scelta di seguire la versione primitiva (coi dialoghi recitati) dà ritmo teatrale e che ogni personaggio è tratteggiato con cura (Carmen non è solo carnalità ma anche cervello; Micaela non sa di sacrestia, ma è semplice ragazzetta acqua e sapone), il bilancio della serata, per quanto non trascendentale, è positivo. E così nel caso di Frizza, che è artefice di una lettura onesta, senza sbavature. Manca - è vero - il colpo inaspettato che valorizzi i dettagli più preziosi di una partitura sontuosa, ma le masse camminano insieme e producono un suono agile e moderno, gradevole. Lei è Nora Sourouzian. Non una Carmen che induca a sogni peccaminosi. Statuaria, non è modello di flessuosità. Ma sa quel che canta, porge gesti e parole con la consapevolezza che manca alle Carmen gitane «selvagge» di tradizione. E se riesce a dare profondità al segmento grave della tessitura, è vocalmente completa. Voce molto acerba ma non priva di piacevolezze è quella di Davinia Rodriguez, Micaela. Claudio Sgura è discreto Escamillo. L' anello debole della catena è José Balestrini: vocalmente è un Don José tanto leggero quanto sulla scena è statico e inespressivo.

Enrico Girardi

     
 
© Sipario 2011