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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Cargo 200
Cargo 200di Aleksej Balabanov
con Agniya Kuznetsova, Alexey Poluyan, Leonid Gromov, Alexey Serebryakov
 
La Repubblica, 9 maggio 2008

"Cargo 200", il crollo dell'Urss
nell'ottica dell'anima russa

In realtà Cargo 200 on spiega niente. Non informa esplicitamente sul fatto che questa mostruosa periferia o provincia russo-sovietica è colta sullo sfondo della metà degli anni 80, sull'orlo della Perestrojka di Gorbaciov e quindi del tracollo del potere comunista. Si vede il nuovo leader in tv, si usa l'espressione che dà il titolo per indicare i "carichi" provenienti dal fronte afghano. Cioè i giovani soldati rispediti a casa morti.

Un intrecciarsi di personaggi: un ufficiale e suo fratello docente universitario di "ateismo scientifico", i figli della casta che i due rappresentano, un vietnamita trattato come un servo della gleba che si rivolge al suo datore di lavoro chiamandolo "padrone", il quale è un arrabbiato anticomunista che soffoca la rabbia nell'alcol, infine un capitano di polizia che è l'anima nera della storia. Che non è proprio una storia - anche se ci sono fatti, delitti, indagini - ma appunto un passare e intrecciarsi di figure chiamate a rappresentare in maniera distorta, grottesca, mostruosa ciò che il film intende rappresentare.

Un disfacimento morale da brividi. C'è qualcosa di sicuramente potente, nel film, ma anche tutti i vezzi di un estremismo "autoriale" esibito e provocatorio.

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