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Canzoniere Italiano - Poesia in Concerto

Canzoniere Italiano - Poesia in Concertoideato e interpretato da Cosimo Cinieri
con la Banda dell’Arma dei Carabinieri
Roma, Auditorium, Sala Sinopoli, 21 marzo 2007

   
 
Corriere della sera, 23 marzo 2007
Nell' antica Italia di Cinieri

Il sentimento dominante del cronista di teatro è l' insofferenza, per i più svariati motivi: per la lunghezza dello spettacolo, per la sua inutilità, per l' inadeguatezza degli interpreti rispetto all' autore, per la presunzione del regista. Raro è il piacere intellettuale. Rara è la sorpresa. Rara la gioia. Rara l' ammirazione. Più raro di tutto è l' entusiasmo. Ecco, l'entusiasmo, una categoria dello spirito che raramente visita gli umani, i cittadini, i cronisti di teatro, gli spettatori comuni. Ma è proprio questo, entusiasmo, il sentimento che si manifesta assistendo ad uno spettacolo denominato «Canzoniere italiano» e concepito dall' integrazione di due elementi allo stesso modo fondamentali: un solista, Cosimo Cinieri, e niente meno che la Banda dell' Arma dei Carabinieri. È uno spettacolo che vive dal 1991, nacque al festival di Spoleto. Fu replicato all' Argentina, a Dortmund, a Caracalla, al Quirino, al Palazzo dei Congressi, a S. Ivo alla Sapienza, insomma in una quantità di posti, lungo un arco di oltre una quindicennio. Il 21 marzo ha concluso la cosiddetta Giornata mondiale della poesia, ormai c' è un giorno speciale per tutto. Ma non è questo che importa. Importa che Gianni Borgna abbia avuto l' idea di invitare Cinieri e, che ancora una volta, egli abbia avuto la opportunità di presentare questo suo meraviglioso spettacolo. Voglio provare a dire perché esso è così, perché è meraviglioso. Vi è un primo elemento che colpisce gli spettatori che si stanno assiepando nella Sala Sinopoli dell'Auditorium: tutto quel rosso che spicca sul nero della divisa dei carabinieri, un elemento dunque coloristico. Vi è poi la musica stessa, la semplice, potente, popolare musica della Banda: chi può restare immune da commozione? Vi è poi la poesia. È la poesia più famosa, è la poesia che abbiamo studiato a scuola, la poesia che tutti sappiamo a memoria. È, insomma, la poesia della nostra infanzia. Vi è, infine, l'elemento decisivo, cruciale. È l'alter ego di Carmelo Bene. Ma è anche, parallelamente a Carmelo Bene, un grande attore per conto suo. Che cosa ha di speciale Cinieri? Ha, io credo, le due virtù perché si possa produrre entusiasmo. È un uomo del sud, ha cioè sentimento, ha quel sentimento antico che non c' è più, che più non si manifesta, che non è elegante manifestare e, forse, neppure provare. In più ha la tecnica. Senza tecnica, senza esperienza, i sentimenti che si vivono non arrivano agli altri, non possono essere trasmessi. Ecco, allora, che queste virtù combinate insieme, più tutto il resto di cui ho detto, letteralmente rovesciano, come un guanto, la poesia che da sempre sappiamo a memoria. In essa ci riconosciamo, ma in essa tutto è nuovo. Non posso entrare in un apprezzamento delle singole performance, Manzoni, o Jacopone, o D' Annunzio, o Foscolo. Quello che conta è l' insieme, che in così vibrante modo ci si accosti al cuore dell' antica Italia, sempre rimpianta e sempre rinnegata.

Franco Cordelli

     
 
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