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Cadillac records
Cadillac recordsdi Darnell Martin
con Adrien Brody, Beyoncé Knowles, Mos Def, Jeffrey Wright
 
La Stampa, 5 giugno 2009

Quante belle note e poi c'è Beyoncè

Un altro film che allude forse anche al percorso musicale e affaristico della società Motown. Adrien Brody interpreta dopo Il pianista un altro polacco, Lejzor Czyz (negli Stati Uniti, Leonard Chess), musicomane emigrato a Chicago che insieme con il fratello decise nel 1950 di fondare una casa discografica. Difficoltà, questioni di soldi, ostacoli: ma in poco meno di vent’anni la società riesce a lanciare cantanti afroamericani come Chuck Berry, Etta James, Muddy Waters. Leonard Chess morì per un infarto nel 1969.

Il film è ricco di bellissima musica (blues, jazz, soul, rock); Beyoncè e Mos Def reinterpretano i classici d’epoca. La rivoluzione musicale della Chicago nera degli Anni Cinquanta domina. A parte la tradizionale mestizia di Adrien Brody, molto divertente.

Lietta Tornabuoni

 
Il Messaggero, 29 maggio 2009

Teste bianche,
ma musica nera

Quello che si intravedeva in Ray esplode in Cadillac Records. Non più un uomo solo al comando come impone la legge a volte miope del biopic, ma una comunità allo sbando che decide di farsi banda senza temere le etichette. In Ray l’amore-odio tra il nero Charles e la casa discografica retta dal bianco Ahmet Ertegun era un episodio. Qui no. Il film di Darnell Martin ci parla dell'ascesa e caduta dell'etichetta musicale di Chicago Chess Records gestita dall'ambiguo Leonard Chess (Adrien Brody), che scoprì i talenti afro di Etta James (B.Knowles), Chuck Berry (M.Def) e altri geni del rythm-and-blues come Howlin' Wolf e Muddy Waters, che un giorno disse che il blues aveva avuto un bambino: il rock'n'roll. Cadillac Records è un brillante biopic musicale sulle origini della musica leggera Usa, l'incontro tra bianchi e neri e la carriera di alcuni artisti leggendari. Qui però è il gruppo a prevalere sul singolo e il punto di vista principale è proprio quello di Leonard, il più intraprendente dei due fratelli Chess ma anche il più oscuro: li stima quegli artisti neri o ne teme la supremazia artistica? Beyoncé Knowles, molto lontana per voce e per aspetto dalla grande Etta James, è comunque straordinaria quando canta.

Francesco Alò

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