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Bride Wars - La mia miglior nemica
di Gary Winick
con Anne Hathaway, Kate Hudson, Candice Bergen, Kristen Johnston
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Corriere della Sera, 6 marzo 2009
Hudson e Hathaway insopportabili sposine
Due insopportabili promesse spose, tutte gridolini e gorgoglìi, come uccellini sgozzati, diventano nemiche per la pelle quando scoprono di aver prenotato il matrimonio lo stesso giorno e la stessa ora al Plaza, che ora è solo un residence. Scoppiano baruffe di famiglia, dispettucci e una serie di gossip-gag che neanche in attesa del parrucchiere. Lo script è fatto come sempre di gentili imprecazioni («Oh Dio mio») ed è ahimè lontano il Plaza Suite di Neil Simon. Kate Hudson ed Anne Hathaway, con e senza velo da sposa, hanno la stessa espressione da happy hour e si spendono nel film di Gary Winick per sparlare di maschi (ci vorrebbe John Wayne che le sculaccia) e ribaltare infine il bilancio affettivo. Somministrato a gocce, di sera, alla tv, con un tranquillante, si potrebbe subire senza crisi di nervi: ma il cinema, oh Dio mio!, è ancora una cosa diversa.
VOTO: 3
Maurizio Porro
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Il Mattino, 22 febbraio 2009
Due spose in guerra alla conquista di un ricevimento al Plaza
Commedia tutta al femminile sul matrimonio e sull'amicizia, «Bride Wars - La mia migliore nemica» di Gary Winick, sulla scia di un glorioso filone hollywoodiano di amiche-nemiche. Amiche sin dall'infanzia, la mansueta insegnante Emma e la grintosa avvocatessa di successo Liv vedono sgretolarsi i progetti, i desideri, le emozioni che hanno condiviso, trasformandosi in due bellicose donne l'una contro l'altra armate, proprio quando stanno per coronare il sogno del matrimonio. A innescare involontariamente l'imprevedibile guerra tra le due senza esclusione di colpi, è la prestigiosa wedding-planner Marion, che per errore fissa le nozze di Liv ed Emma al mitico Hotel Plaza di New York nello stesso giorno. La semplice querelle su chi delle due sia disposta a spostare la data diventa il pretesto per scatenare liti, dispetti, rancori e rappresaglie facendo emergere il lato peggiore delle due amiche. Si ritroveranno ambedue sullo stesso altare alla stessa ora, ma dopo la inevitabile zuffa tra pizzi e merletti arriva l'happy end all'insegna di una maturazione interiore e di una maggiore consapevolezza del valore che ha l'amicizia. La commedia ruota con scioltezza intorno a un collaudato meccanismo drammaturgico grazie soprattutto alla scoppiettante performance di Kate Hudson (Liv) e Anne Hathaway (Emma), che danno alle schermaglie un sapore d'altri tempi e incarnano tipologie femminili divergenti.
Alberto Castellano
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Corriere della Sera, 20 febbraio 2009
Kate & Anne, quante smorfie
Un film di genere televisivo: ma allora perché andare fino al cinema?
Basta una trovatina a fare un film? Bastano un copione di maniera, una regìa qualsiasi e un allestimento di finto lusso? Bastano due attrici di buon nome a garantire il successo? Poste così le domande, la risposta unica («No, non bastano!») sembra implicita. Ma vediamo le cose in concreto parlando di Bride Wars - La mia migliore nemica. Amiche per la pelle, Liv avvocato di belle speranze e la giudiziosa professoressa Emma fantasticavano fin da bimbe nel New Jersey di sposarsi in pompa magna al Plaza di New York. Ora il doppio sogno sta per avverarsi, ma per errore gli sponsali sono fissati nello stesso giorno, il 6 giugno. Posporre uno dei riti, viste le molteplici prenotazioni di gente che può spendere (sarà così anche con la crisi?) vorrebbe dire rimandarlo di anni. Donde isterismi, liti impiccate, trappole reciproche per mettere fuori gara l' amica o ex-amica. Della smorta tenuta direttoriale di Gary Winick, di una sceneggiatura che si direbbe scritta con la mano sinistra se non recasse addirittura tre firme, di un' avvilente inerzia spettacolare meglio non parlare. E quanto alle attrici, Kate Hudson (che va sgridata due volte perché è anche coproduttrice) e Anne Hathaway non si può dire che siano in gran forma; e certo in passato hanno fatto di meglio. Qui sembrano impegnate in una gara di smorfie: bamboleggiano, strillano, si apprestano di continuo a saltarsi addosso e non strappano un sorriso neanche per sbaglio. Conclusione? Bride Wars è uno di quei film che tornando a casa tardi la sera e avendo accesa per un momento la tv lo trovi che sta passando su qualche canale, ti accomodi sul divano, lo guardi distrattamente per dieci minuti, ti chiedi se l' hai già visto, poi sbadigli e vai a dormire. Accade di continuo e non c' è niente di male. Ma se per vedere questo stesso film finché è ancora fresco di uscita devi muoverti da casa, attraversare la città, trovare parcheggio e pagare il biglietto, un' altra domanda spunta inevitabile: ne vale la pena? O non è più saggio accomodarsi subito davanti al video e accontentarsi di un lavoretto di due o tre anni fa? Il risultato è lo stesso, ma ha il pregio che così non costa niente, puoi buttargli un occhio mangiando, bevendo chiacchierando o sonnecchiando e puoi smettere quando ti pare. Preoccupato di farmi influenzare, tento sempre di non ascoltare i commenti dei colleghi alla fine delle proiezioni stampa. Ma stavolta, uscendo dalla benemerita Casa del Cinema di Villa Borghese, non ho potuto fare a meno di cogliere al volo qualche battuta. «Se le donne fossero davvero come quelle jene nel film - scherzava un giovanotto - da tempo mi sarei iscritto all' altra parrocchia». E una ragazza dal piglio barricardiero e vetero-proletario: «Ma chi ha interesse di correr dietro ai capricci dei ricchi? Un film così è la gara a chi più spende, uno schiaffo alla miseria!». E un altro ancora: «Avete visto i maschi, che sfilata di tontoloni senza espressione, sembrano presi dal Grande fratello!». La verità è che hanno un bel risuonare nella sigla gli squilli trionfalistici della Fox! Chi non ricorda i comprimari che questa società teneva fissi a contratto nei tempi d' oro di Hollywood? Tipi come Jane Darwell, Thelma Ritter, Jeff Corey, Thomas Mitchell... Ma quanti se ne potrebbero nominare! Due o tre dozzine almeno. E qualcuno ogni tanto cresceva e diventava una star come accadde a John Wayne e a Marilyn Monroe. Però anche quando restavano piccoli erano grandi. C' è solo da constatare che la razza dei comprimari si è estinta: perfino in America, esattamente come da noi, non esistono più.
Tullio Kezich
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Il Messaggero, 20 febbraio 2009
A volte l'amicizia non va a nozze
Birichinate tra ex amicone newyorchesi: capelli tinti di blu, pelle colorata d'arancione, video scandalosi, cioccolatini tentatori spediti a tradimento e foto pubblicate in cui si sbatte in prima pagina l'adolescenza paffutella. Come sono arrivate a tanto l'insegnante altruista Emma (Anne Hathaway) e l'avvocato carrierista Liv (Kate Hudson), che da piccole ballavano insieme nella soffitta dei genitori? Tutta colpa dell'hotel Plaza. Ossessionate dalla possibilità di sposarsi lì, Emma e Liv entreranno in conflitto quando scopriranno che, causa sovraffollamento, dovranno congiungersi al Plaza nello stesso giorno. Ognuna vuole una celebrazione a se stante ma nessuna rinuncia a cambiare data. Star Wars per Bride Wars - La mia miglior nemica visto che la nominata Oscar Hathaway e la regina delle commediole insipide Hudson fanno le stelle hollywoodiane in rotta di collisione. Divertendosi molto e divertendoci pure un po'. Dirige il Gary Winick dal passato d'utore (Tadpole) e dal presente da calcolatore (30 anni in un secondo, La tela di Carlotta). Il cast maschile è insipido. Le donne da urlo: menzione speciale per la trucida Kristen Johnston che rincuora così la mamma piangente di Emma: «Cara, così ti fotti il trucco!».
Francesco Alò
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