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Boogeyman 2
Boogeyman 2di Jeff Betancourt
con D. Savre, M. Cohen, D. Gallagher, M. Whitman, T. Bell
 
Il Giornale, 11 luglio 2008

Che brutto imbroglio l'uomo nero che semina morti in manicomio

Che bufala cosmica Boogeyman 2- Il ritorno dell'uomo nero. Che ha l'aggravante, nel titolo posticcio, di prendere per i fondelli lo spettatore disattento. Convinto di trovarsi davanti al seguito di Boogeyman - L'uomo nero, uscito tre anni fa. Non si fa così, anche se la nuova boiata, rifilata con l'inganno, sarebbe il giusto contrappasso per la diabolica perseveranza. Incredibile come questi horror siano tutti uguali. Là c'era un certo Tim in preda agli incubi per essere stato testimone della morte violenta del padre. Doppiata nel giro di pochi minuti da quella della madre. Da adulto, il poveretto, mal consigliato dall'analista, cercava invano di vincere i suoi tormenti con una fatale visita notturna al castello di famiglia. Qui invece ci sono due fratellini, Laura e Henry, che nel prologo assistono sgomenti all'assassinio dei genitori, sgozzati da un feroce tizio incappucciato. Lo sceneggiatore Brian Steve, debuttante come del resto il regista, l'ex montatore Jeff Betancourt, che avrebbe fatto bene a non cambiare mestiere, porta presto l'azione dieci anni più avanti. La disperata orfana di allora soffre ancora di allucinazioni che non le danno pace. Invece che dallo strizzacervelli, bussa direttamente al manicomio, dove la raggiunge il fratello e dove meriterebbero di finire gli autori. Peggio che andar di notte, come si suol dire. Perché, come lei mette piede nella clinica, per far terapia di gruppo, i cadaveri si accumulano. Chi muore divorato dai vermi, chi dall'acido. Vuoi vedere, pensa la signorina, che qui c'è ancora la mano dell'uomo nero? Però a guardar bene qualcosa i due film hanno qualcosa in comune. La stratosferica stupidità.

Massimo Bertarelli

 
Corriere della Sera, 4 luglio 2008

Festival della paura (ma è solo routine)

Ovvio precisare che non si sentiva il bisogno di questo bis, in patria destinato all'home video, diretto dallo specialista di sequel Jeff Betancourt, per risvegliarci la paura del babau, l'uomo nero. La ragazza terrorizzata da patologie e incubi, chiusa in un curioso istituto psichiatrico, deve rimuovere il brutale assassinio dei genitori, poco aiutata dal fratello. Inizia il carosello degli omicidi degli ospiti nevrotici, fra cui un'anoressica destinata letteralmente a scoppiare (pena del contrappasso?), un agorafobico e altri sadici in ordine sparso, mentre uno psichiatra e un direttore fanno del loro peggio. La trafila degli effetti è la solita, nonostante ci sia qualche cura formale e la ricerca del chi è stato che promette in finale un doppio colpo di scena. Un festival della paura & della depressione che sono tutti di routine e non testimoniano altro che poca fantasia.

voto: 5

Maurizio Porro

© Sipario 2011