Che brutto imbroglio l'uomo nero che semina morti in manicomio
Che
bufala cosmica Boogeyman 2- Il ritorno dell'uomo nero. Che
ha l'aggravante, nel titolo posticcio, di prendere per i fondelli
lo spettatore disattento. Convinto di trovarsi davanti al seguito
di Boogeyman - L'uomo nero, uscito tre anni fa. Non si fa così,
anche se la nuova boiata, rifilata con l'inganno, sarebbe il
giusto contrappasso per la diabolica perseveranza. Incredibile
come questi horror siano tutti uguali. Là c'era un certo
Tim in preda agli incubi per essere stato testimone della morte
violenta del padre. Doppiata nel giro di pochi minuti da quella
della madre. Da adulto, il poveretto, mal consigliato dall'analista,
cercava invano di vincere i suoi tormenti con una fatale visita
notturna al castello di famiglia. Qui invece ci sono due fratellini,
Laura e Henry, che nel prologo assistono sgomenti all'assassinio
dei genitori, sgozzati da un feroce tizio incappucciato. Lo
sceneggiatore Brian Steve, debuttante come del resto il regista,
l'ex montatore Jeff Betancourt, che avrebbe fatto bene a non
cambiare mestiere, porta presto l'azione dieci anni più avanti.
La disperata orfana di allora soffre ancora di allucinazioni
che non le danno pace. Invece che dallo strizzacervelli, bussa
direttamente al manicomio, dove la raggiunge il fratello e
dove meriterebbero di finire gli autori. Peggio che andar di
notte, come si suol dire. Perché, come lei mette piede
nella clinica, per far terapia di gruppo, i cadaveri si accumulano.
Chi muore divorato dai vermi, chi dall'acido. Vuoi vedere,
pensa la signorina, che qui c'è ancora la mano dell'uomo
nero? Però a
guardar bene qualcosa i due film hanno qualcosa in comune.
La stratosferica stupidità.
Massimo Bertarelli