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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Bobby
Bobbydi Emilio Estevez
con Sharon Stone, Harry Belafonte, Anthony Hopkins, William H.Macy, Elija Woods, Demi Moore, Martin Sheen
Usa, 2006
 
La Stampa, 19 gennaio 2007
Bob Kennedy, il giorno
in cui il sogno morì

Il film di Estevez mescola documenti d'epoca e storie di contorno. Un cast stellare: da Sharon Stone a Demi Moore, da Hopkins a Belafonte

«Bobby» è il senatore Robert Kennedy, fratello del Presidente americano ucciso, a sua volta ammazzato a 42 anni a colpi di pistola nella cucina dell'Hotel Ambassador a Los Angeles, durante la campagna elettorale per la Presidenza, il 6 giugno 1968. Emilio Estevez, figlio di Martin Sheen, fratello di Charlie Sheen, ha costruito intorno a quella morte, con un cast molto popolare e brillante, un bel film singolare mescolato alle telecronache e ai documentari dell'epoca. La sorte di Robert Kennedy si affianca alla fiction che segue un gruppo di personaggi comuni, clienti o dipendenti dell'albergo.

Come in tante narrazioni che condensano intorno a un evento tragico diversi destini individuali, attori famosi vivono piccole storie quotidiane. Sharon Stone è la parrucchiera dell'albergo, moglie tradita del direttore; due anziani, Anthony Hopkins e Harry Belafonte, si sfidano a scacchi; il direttore dell'albergo fa sesso con una centralinista; due giovani assistenti elettorali prendono Lsd e, dimentichi dell'urgenza politica, compiono pazzie; una giovane coppia si sposa per evitare che lui debba partire subito per la guerra del Vietnam; Martin Sheen combatte con la moglie ragazza; Demi Moore è una cantante alcolizzata. A sera, tutti assistono al discorso di vittoria elettorale di Bob Kennedy. Nell'attentato alcuni muoiono, altri restano feriti. Tutti piangono come chi ha perduto qualcuno di essenziale. L'esecuzione non si vede e neppure l'assassino né la vittima. Anche l'Hotel Ambassador ora non c'è più. L'hanno demolito o è in via di demolizione.

Mix di tragedia e commedia, il film ben recitato e toccante ha il gran merito di evocare un tempo in cui il protagonista poteva tenere discorsi politici belli, emozionanti, ricchi di calore solidale, di propositi riformisti e libertari, di sostegno ai diritti, di promesse di futuro e di felicità. Discorsi dove non si parlava soltanto di soldi o di morte, di Pil e debito pubblico, ma di speranze, di desiderio e sogno collettivo: magari retorici, ma tali da prospettare una vita vivibile. La morte del secondo fratello Kennedy cancellò un linguaggio politico che arrivava al cuore della gente; e ricondusse la politica al suo antico posto di centro di comando incontestabile e spietato.

Lietta Tornabuoni

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