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* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Blood Diamond
Blood Diamonddi Edward Zwick
con Leonardo Di Caprio, Jennifer Connelly, Djimon Hounsou
Usa, 2006
 
La Stampa, 26 gennaio 2007
Diamanti di guerra
per l'antieroe Di Caprio

Il candidato all'Oscar protagonista in un film-denuncia contro il mercato di preziosi servito per finanziare i ribelli in Sierra Leone

Produttore e regista, Edward Zwick assolve in Blood Diamond - Diamanti di sangue entrambe le funzioni confermando la predilezione per i temi storico-politici già da lui rivelata in film come Glory, Il coraggio della verità e Attacco al potere. Sulla scorta di un copione di Charles Leavitt, il cineasta americano rievoca qui le tragedie di una guerra civile semidimenticata, quella che nell'ultimo decennio del secolo dilaniò la Sierra Leone dove per rimettere l'ordine fu necessario l'energico intervento di 18mila caschi blu dell'Onu. E' una storia atroce di Paesi devastati e saccheggiati, di mani e braccia mutilate e (orribile a dirsi) di bambini forzatamente istruiti all'uso delle armi e trasformati in killers. Il tutto a opera di un sedicente Fronte Rivoluzionario Unito, che in realtà si batteva per il controllo del mercato dei diamanti.

Leonardo DiCaprio impersona un trafficante che fornisce armi ai ribelli in cambio di pietre preziose, Jennifer Connelly è la giornalista d'assalto che non dispera di convertire l'antieroe alla buona causa e Dijimon Hounsou si impone su tutti nel ruolo di un pescatore deciso a recuperare la famiglia dispersa e soprattutto il figlio dodicenne rapito e militarizzato. Allestito pressoché nei luoghi veri con la valida consulenza di un documentarista di Freetown di nome Sorious Samura, il film intreccia a scene d'azione di allucinante verosimiglianza un melò in tipica chiave hollywoodiana, che ovviamente risulta meno credibile del contesto di guerra. Ma le quasi due ore e mezza scorrono senza inciampi e il carattere romanzesco non toglie efficacia alla denuncia, che infatti ha provocato sdegnate proteste da parte dei potenti del commercio diamantifero e precisazioni in punta di penna da qualche fonte ministeriale del Sudafrica. Preoccupa un film che induca eventuali acquirenti a pretendere il certificato a garanzia dell'origine «pulita» del diamante.

Resta il problema che, pur assunti da interpreti impegnati e convincenti, i personaggi rimangono ancorati allo stereotipo, con la conseguente facile prefigurazione dei rispettivi destini. Tuttavia questo ennesimo ruolo di bello, cinico e dannato ha procurato al bravo DiCaprio la candidatura all'Oscar per il miglior protagonista; mentre Hounsou è giustamente entrato nella cinquina per l'attore secondario.

Alessandra Levantesi

© Sipario 2011