Sipario

home rivista recensioni comunicati i fatti cyclopedia spazio regioni commedia dell'arte biblioteca teatro danza contatti
novità video sostenitori interviste link archivio primo piano cartelloni testi lavoro cerca blog



 
  recensioni online        
             
  cinema concerti danza lirica prosa storiche
             
             
cinema
 
 
 
ricerca per titolo
A | B | C | D | E | F | G | H | I | J | K | L | M | N | O | P | Q | R | S | T | U | V | W | X | Y | Z | 0-9
   
* Per leggere la trama clicca sulla Locandina
Bee Movie
Bee Moviedi Simon J. Smith e Steve Hickner
 
L'Unità, 21 dicembre 2007
Bee Movie: nero e giallo che sballo!

Nero e giallo, che sballo! Se non sarà un Natale di tette e culi all'italiana, potrebbe sempre essercene uno a strisce, rincorrendo motti e regole delle api. Bee Movie, firmato DreamWorks, animazione impostata per bambini (anche i grandi sghignazzano, ma per cose diverse), proprio durante le vacanze ci porta in un mondo di insetti infaticabili. La regola delle api vuole che si scelga un lavoro (dopo una settimana di studi, dalle elementari alla laurea) e lo si faccia per tutta la vita. Orrore, urla il neolaureato Barry B. Benson. Ciuffo impomatato e grande voglia di esplorare, piuttosto che marcire alla Honex producendo miele sogna orizzonti meno banali. Finisce in città al seguito di api-impollinatori chiamati "fighi" perché sembrano Tom Cruise in Top Gun. Esce dall'alveare insomma e gli si schiude davanti agli occhi il bizzarro mondo degli umani. S'innamora all'istante di Vanessa, un avvocato che fa la fioraia, ma soprattutto contravviene alla regola numero 1 delle api: le parla. I due stringono amicizia e quando Barry scopre grandi "campi di concentramento" in cui gli umani sfruttano le api e s'impossessano del loro miele, decide di fare causa ai produttori. Una class action, insomma. Le cose vanno per il meglio, le api riottenono indietro il miele e smettono di lavorare. Ma.

Alti standard della DreamWorks rispettati (ma non siamo al capolavoro), Bee Movie è stato scritto insieme a Jerry Seinfield, nome che non vi dirà molto ma comico stranoto negli Usa. Lui stesso presta la voce a Barry, personaggio che si è cucito addosso mentre la dolce Vanessa, sempre nella versione originale, ha la voce di Renée Zellweger. Spassoso lo sviluppo dell'idea, realizzato come al solito prendendo la realtà che ci circonda e traducendola nel codice delle api tutto miele ed esagoni. E mentre gli umani sono terrorizzati dalle punture di questi "selvaggi a strisce", è curioso pensare a cosa provano loro nel momento in cui decidono di colpire. Un amico di Barry, rischiando di morire, racconta il "buco" come un momento "di adrenalina ed estasi". Che curiosa assonanza ci viene in mente. Per i bambini invece resta spiattellata per bene la morale del "lavora bene, lavora sempre" servita su un piatto dolciastro. Ma si sa che i genitori sono contenti se ci sono contenuti morali ed ecologisti. Divertente l'amico zanzara incontrato da Barry sul parabrezza di un camion in corsa. Sua la battuta migliore, quando un si ripresenta vestito da avvocato. Sguardo incredulo degli astanti ma lui incalza: "Ho succhiato sangue tutta la vita, per fare l'avvocato mi mancava solo la 24 ore!".

Pasquale Colizzi

 
Corriere della Sera, 28 dicembre 2007
Ape litigiosa provoca una crisi ecologica

Una giovane ape si ribella agli uomini che commercializzano il miele, fa una causa storica, citando anche Sting per il nome da pungiglione. Vince, ma provoca una crisi ecologica. Urge lieto fine in fretta anche con volo aereo in zona catastrofica, salvato dall'esercito rigido delle api, severo come in Metropolis. Soggetto, sceneggiatura e voce (originale) sono del popolare comico tv Jerry Seinfeld. Prodotto per un'età adulta ma non troppo dalla Dreamworks l'operoso e industrioso film di Huckner e Smith è simpaticamente garantista e contrario al genere umano, ma stabilisce un contatto dialettico tra l'ape e la fioraia di Manhattan. Senza genio ma con brani riusciti: il volo su Central Park, la citazione del Laureato e tutto il quotidiano delle api in un rimbalzare di generi, finendo per rimpollinare New York. Grazie per non aver aggiunto in coda ciak scartati. VOTO: 7

Maurizio Porro

 
La Stampa, 21 dicembre 2007

Il miele è mio e me lo tengo

Incantevole storia con l'ape Barry in fuga dall'alveare per scoprire com'è il mondo degli umani

Barry si è appena laureato ma è un tipo curioso e vivace e l'idea di inchiodarsi a un posto di lavoro assecondando i desideri dei genitori non gli sorride punto. Siamo nel mondo delle api di Bee Movie che per molti aspetti è simile a quello umano, anche se la nostra non è una società conservatrice e solidale dove le cose funzionano nello stesso modo da 27 mila anni. Il che giustifica le giovanili inquietudini di Barry, il quale ansioso di sfuggire alla routine si avventura fuori dall'alveare unendosi all'audace pattuglia dei raccoglitori di nettare.

Nel disegno stilizzato ed elegante del cartone animato in 3D della Dreamworks, il passaggio dall'arnia a Central Park, seguendo il volo costellato da incidenti di percorso del protagonista fra i grattacieli di New York, è fluido e armonioso. Cosicché sembra quasi naturale che Barry, trasgredendo alla regola «Mai parlare con gli umani», possa intrecciare un rapporto di affettuosa amicizia con una graziosa fioraia che gli ha salvato la vita. E non ci si stupisce neppure di ritrovarlo in tribunale impegnato in un'arringa contro gli uomini colpevoli di sfruttare il duro lavoro della api derubandole del miele. Ideato e sceneggiato da Jerry Seinfeld, cabarettista molto popolare in America per una serie Tv di successo che è intitolata al suo nome, il film è pieno di battute raffinate, forse persino troppo per un pubblico di bambini.

Ma ci sono anche tante deliziose gag: Barry appiattito sul vetro di un auto a rischio tergicristallo o incollato a una pallina da tennis e rischio colpo di racchetta, le reazioni nevrasteniche di noi umani terrorizzati all'idea di quel pungiglione e ignari del fatto che pungendoci le povere api muoiono.

Ed è divertente la presenza di ospiti di eccezione (sempre in versione disegnata) come Sting, Ray Liotta e addirittura Winnie Pooh, stigmatizzati come nemici delle api dall'intrepido Barry prima che si pervenga a un finale conciliatore dove il gioco della parti viene ristabilito in quanto utile e necessario. Personalmente a incantarci di Bee Movie è la grazia e la bellezza di una grafica che non cerca mai di essere realistica: presso Spielberg, gran patron della Dreamworks, gli effetti speciali sono di un livello tecnologico sofisticatissimo, ma il modello restano i cari vecchi cartoni del tempo che fu.

Alessandra Levantesi

 
Il Giornale, 21 dicembre 2007
Quella simpatica ape chiacchierona sembra una pronipote di Topolino

Non occorre essere entomologi per scoprire che nel delizioso cartoon Bee Movie, le api, diversamente dalla realtà, non sono pelose. Inoltre entrambi i sessi sfoderano all'occorrenza il pungiglione, quando invece solo le femmine lo posseggono. Le doverose riserve non impediscono di applaudire la formidabile equipe di tecnici e creativi. Barry B. Benson, è un'ape, ma essendo maschio sarebbe giusto dire fuco, che entra in contatto con gli esseri umani sfidando le regole della natura e parla con loro. Specie con Vanessa, una dolce giovane signora che diventa la sua confidente. La straordinaria rappresentazione della società delle api e le soluzioni inventive fanno di Bee Movie un cartoon un entusiasmante dono natalizio, che non impedisce di osservare come il nuovo volga sempre lo sguardo al passato: Barry B. Benson, ricorda tanto il Topolino disneyano. Sarà un caso?

Adriano De Carlo

© Sipario 2011