Trittico sontuoso nel nome di Nureyev
L'albero genealogico del neoclassicismo coreografico prevede: Marius Petipa, George Balanchine, William Forsythe. All'Opéra di Parigi sostituiscono Petipa con Rudolf Nureyev. Non a torto. Perché hanno una sontuosa eredità di balletti lasciati dal Grande tartaro. Ecco allora un trittico in scena alla Opéra Bastille sino al 9 maggio che parte da un superfarcito divertissement di Raimonda, passa ai Quattro temperamenti di Balanchine su musica di Paul Hindemith e chiude con Artifact Suite di Forsythe. Il neoclassicismo è servito. Tre stili tutti affrontati grandiosamente dalla compagnia. Forse c'è un po' troppa grazia francese nell'interpretazione di Balanchine, che si vorrebbe più asciutta. Ammirevole il nostro Alessio Carbone. C'è anche Eleonora Abbagnato, che specie in Forsythe si mette in luce in un duetto di forza acrobatica con Benjamin Pech. Con Raymonda si entra nella storia di famiglia. Questo balletto di Petipa è il primo prodotto da Nureyev direttore nel 1983. Partiva di qui la rinascita della compagnia. E oggi protagonisti come Karl Paquette, Dorothée Gilbert e Delphine Moussin, con tutto il corpo di ballo, sono all'altezza della tradizione.
Sergio Trombetta