Con Khan la danza si fa speranza
Profeta di una danza fatta di energia, di forte espressività che nasce dalla mirabile fusione fra stilemi del «contemporaneo» occidentale e la tradizione orientale, in particolare dal kathak indiano, l'anglo-bengalese Akram Khan è nel giro di pochi anni diventato uno dei protagonisti della scena internazionale. Anche perché nei suoi lavori scorre una linfa di autentica poesia e sono portatori di un messaggio da non trascurare. Come, e forse ancor meglio di altre opere, avviene in bahok (termine intraducibile, anche se alla lettera sta per trasportatore) che ha di recente debuttato a Pechino e ora in esclusiva italiana al Comunale di Bolzano.
Concentra il giovane coreografo la sua riflessione sul mondo globalizzato, sulla cancellazione dei 'confini' fra popoli e razze, ricercando un linguaggio universale. Un linguaggio che mira alla fratellanza. La fratellanza mediata dalla speranza di un mondo nuovo. Gli basta per veicolare il messaggio uno spunto semplice, quasi banale. L'azione è in una sala d'attesa d'aeroporto. Alcuni passeggeri attendono la chiamata d'imbarco. Una scritta sul tabellone invita a pazientare. Come ingannare il tempo? Chi legge un giornale, chi fotografa, che si attacca nevrotico al cellulare. Chi invece cerca il 'naturale' contatto con il suo sconosciuto vicino. E poco a poco la ricerca di un contatto ha il sopravvento. Non è facile capirsi e però se si insiste può nascere un'unione di spiriti. Quegli incontri, quel modo di imparare a confrontarsi e conoscere, su una colonna sonora raffinatissima basata su musiche tradizionali, Akram Khan lo fa esprimere dai suoi straordinari danzatori – accanto a quelli del suo storico e cosmopolita gruppo londinese s'affiancano superbi elementi prestati dal Balletto Nazionale della Cina – attraverso tutte le potenzialità espressive e la forza dei loro giovani e allenatissimi corpi. Il tutto in una scena spoglia dove solo si erge a feticcio l'enorme tabellone sul quale scorrono impazzite lettere o parole senza senso.
Domenico Rigotti