Antonio Rezza, che "Bahamut"
Rèssa per Rezza. Al Vascello, davvero gremito per la prima di Antonio Rezza, lo spettacolo un po' in ritardo. Si abbassano le luci, qualcuno in platea tossicchia. Anche qualcuno dal palcoscenico, vuoto. Aumentano i segnali di impazienza, un'eco indisponente li riproduce. Perplessi prima del tempo, gli spettatori sono predisposti ad accogliere l'entrata di Antonio Rezza e dei suoi due silenziosi assistenti (Ivan Bellavista e Giorgio Gerardi). Paura del buio? Non andate, allora, perché Bahamut non perdona. L'Essere Supremo, il pesce reggimondo della cosmologia musulmana, l'Arché dell'insostenibile pesantezza del campàre, vi vuole motivati alla sopportazione. Ma Bahamut è anche il titolo dello spettacolo di Flavia Mastrella e di Rezza (in scena fino al 23), liberamente associato al Manuale di zoologia fantastica di Borges. Impiastricciato di personalità multiple e costretto a un movimento esasperato ed esasperante da una specie di forza endogena inarginabile, Rezza fa politica del colore e della metafora. Tiranno travicello, volteggiatore folle, nano dispettoso e manifestante post-litteram... Viene il dubbio che la questione sia meno "divertente" di quello che sembra.
Paola Polidoro