La danza espressione del mondo e del pensiero. È questa la forza
di Another Evening, splendido lavoro di Bill T. Jones e della
sua compagnia, un lavoro composito in cui racconto e coreografia s’intersecano
in una riflessione sul mondo e sull’amore che salva. Bill T. Jones
festeggia così i venticinque anni della sua compagnia e lo fa
stando in scena dall’inizio alla fine, guidando e curando si suoi
splendidi ballerini, regista interno all’azione, presenza ieratica
di una bellezza mozzafiato che riempie il palcoscenico con l’autorevolezza
che è propria di ogni maestro. Il racconto è quello del
Diluvio universale, racconto che s’interseca con i ricordi familiari
di Bill T. Jones, col ricordo straziante di sua madre, della forza d’amore
di una donna. In Another Evening c’è il sentore
di una tragedia imminente, della scarsa cura che l’umanità ha
di sé e del mondo, i ballerini di Bill T. Jones ballano su questo,
anzi dimostrano come la bellezza del movimento e l’arte stessa
siano i mezzi per conquistarsi la salvezza, per ritrovare l’armonia.
Tutto ciò è realizzato con assoluto rigore e con un disegno
coreografico mai banale, che mostra la voglia di trasformare il mimetismo
del racconto in puro gesto che disegna lo spazio, regola le relazioni
fra i corpi in scena. Bill T. Jones è sacerdote del rito laico
della danza, è presenza ieratica che sovrintende al racconto,
che segue con amorevole sguardo paterno i suoi pupilli, quei ballerini
che rappresentano il mondo e ci rappresentano. Another Evening: I
Bow Down sa essere al tempo stesso un piacere per gli occhi, un
bilancio estetico di 25 anni di compagnia, ma è soprattutto la
conferma che l’arte contemporanea si nutre di commistioni: parola,
movimento, musica dal vivo, una sorta di mix che aiuta a raccontare con
poetica creatività la complessità del nostro mondo. Applausi
scroscianti alla fine per il maestro Bill T. Jones e la sua splendida
compagnia.
Nicola Arrigoni