Il sesto anno d’Anima Mundi, il festival di musica sacra che si
svolge nella splendida cattedrale di Pisa, ha tenuto a battesimo il nuovo
direttore artistico John Elliot Gardiner. Raccoglie una preziosa eredità di
Sergio Sablich, studioso e promotore d’eventi eccezionali, come
questa manifestazione pisana, dove in pochi anni abbiamo udito cose indimenticabili,
e non facili da trovare in altri cartelloni italiani. Ora, dopo il congedo
dalla vita di Sablich, il festival è nelle mani di Gardiner e
della Fondazione Katia e Marielle Lebèque.
Si sa che ad ogni cambiamento corrisponde una nuova impronta, cosicché da
quest’edizione possiamo prevedere un festival non più soltanto votato
alla musica sacra, sia pure nella più ampia accezione di religiosa e non
strettamente liturgica. Se come quest’anno, infatti, il programma continuerà ad
aprire a composizioni non collocabili nel genere sacro, confessiamo di provare
una certa nostalgia per il festival di prima.
Senza dubbio il programma 2006 era di alta qualità ed ha aperto col giovane
divo del podio Daniel Harding, al quale sono seguiti interpreti stellari con
repertori innegabilmente soggioganti. Pensiamo, ad esempio, a Mariss Jansons,
a Viktoria Mullova, alle sorelle Lebèque e allo stesso Gardiner. Da parte
nostra, però, rimaniamo ancorati a quel sacro così poco udito e
del quale scarseggia anche la discografia. Ad onor del vero, il festival pisano
si è identificato con particolare felicità nel filone delle Repubbliche
marinare (geniale idea di Gardiner), Venezia, Amalfi e Pisa, affidato a super
specialisti. La padrona di casa, Pisa, si è celebrata con le “Lamentationes
Hieremias Prophetae” di Emilio de’ Cavalieri, probabilmente composte
per le festività pasquali del 1588, allorché il musicista si trovava
al servizio del cardinale Ferdinando de’ Medici a Firenze. Superba composizione
eseguita dal gruppo della Venexiana diretto dal controtenore Claudio Cavina e
i cantori gregoriani diretti da Fulvio Rampi eccellente gruppo vocale a voci
maschili, che si intercalano coi Responsori alle Lamentationes. Gardiner, coi
suoi English Baroque Soloist e il Monteverdi Choir ha preferito, ma era scontato
data la sua nota passione per la musica veneziana del Seicento, per la repubblica
di Venezia ed ha ammannito al pubblico Gabrieli, Monteverdi, Rigatti (una vera
scoperta il suo Dixit Dominus), Croce e Grandi, utilizzando cori spezzati e dislocando
gli strumentisti in diversi punti della cattedrale, che si è trasformata
in un eccezionale teatro. Grazie Maestro.
Lisa Domenici