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Alla ricerca dell'isola di Nim
di Mark Levin e Jennifer Flackett; con Abigail Breslin, Jodie Foster,
Gerard Butler. (Usa, 2008)
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Il Mattino, 19 aprile 2008
Sull'isola di Nim un'avventura senza sorprese
Il premio Oscar per «Il silenzio degli innocenti» Jodie Foster, grande attrice votata ai ruoli drammatici, si è voluta prendere una vacanza artistica esplorando il territorio della commedia e misurandosi in particolare con i toni leggeri della favola per ragazzi. «Alla ricerca dell'isola di Nim» ruota intorno all'insolita avventura che vivono una ragazzina di nome Nim e la scrittrice Alex Rover. La piccola vive su un'isola con suo padre Jack, uno scienziato, un iguana e un leone marino. Quando il genitore si allontana per una delle sue ricerche e scompare, Nim chiede aiuto proprio ad Alex, l'autrice dei suoi romanzi d'avventura preferiti. La scrittrice, abile nel costruire favole avventurose, al contrario del suo eroe non abbandona mai il suo appartamento e bloccata da varie fobie, vive rinchiusa tra le mura di casa. La tenera richiesta di soccorso le fa vincere le sue paure. Lo spunto interessante della sedentaria scrittrice costretta a trasformarsi in donna d'azione e del contrasto tra l'avventura reale e quella inventata nei romanzi non è stato sufficiente a partorire una commedia articolata e fuori dalla routine. I registi Mark Levin e Jennifer Flackett hanno fatto di tutto per appiattire l'eroica impresa sulla semplice suggestione degli esotici scenari e su un andamento narrativo prevedibile e a tratti addirittura noioso. Persino Jodie Foster, Gerald Butler e la piccola Abigail Breslin, una nomination all'Oscar per «Little Miss Sunshine», appaiono statici e poco convinti dei loro ruoli.
Alberto Castellano
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Il Messaggero, 18 aprile 2008
Jodie, anche un Oscar sa ridere
La Foster ride. Alleluja. Era dai tempi del western scherzoso Maverick (1994) che la divina da due Oscar non si dava alla pazza gioia. A convincerla il brioso adattamento del romanzo di Wendy Orr Alla ricerca dell'isola di Nim diretto da Jennifer e Mark Levin, già colpevoli della deliziosa commedia sentimentale per bambini Innamorarsi a Manhattan. Una ragazzina (Abigail Breslin) rimane sola soletta in un isola del Pacifico. Il padre scienziato (Gerard Butler) si è perso. Correrà in aiuto della piccola una scrittrice di romanzi d'avventura (Jodie Foster) con mille tic e nevrosi. Colori entusiasmanti, paesaggi favolosi, otarie addomesticate come cagnolini, la morte raccontata attraverso disegni buffi (idea geniale), l'eroina di Little Miss Sunshine, Abigail Breslin, irriconoscibile senza occhialoni e una Foster inedita perché comica senza vergogna. Film dannatamente simpatico.
Francesco Alò
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Corriere della sera, 18 aprile 2008
Eroi e avventura ai tempi di Internet
Un film vecchio stile diretto da una coppia, Levin-Flackett, ma divertente perché mescola emozioni e avventura aggiornando tutto ai tempi di Internet. Una piccina che vive col papà scienziato su un'isola deserta resta sola e manda messaggi al suo eroe letterario, ma risponde l'autrice che soffre di agorafobia e non esce di casa. Ma parte per la mini ammiratrice, che intanto sorveglia le speculazioni del turismo scemo di massa, finché dopo avventure di aria-mare-terra, tutto va in buca, compreso l'affetto tra la donna e il ritrovato papà. Classico film per ragazzi con tutti i cine comandamenti a posto, tratto dal racconto edito da Salani. Cast perfetto, compreso il pellicano: Jodie Foster è bravissima, si ritrova piccola in Abigail Breslin (la Barbie Little miss Sunshine) mentre lo scozzese Gerard Butler si sdoppia come gli eroi in due, padre ordinario e un Alex alla Indiana Jones.
Voto: 7
Maurizio Porro
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Corriere della sera, 11 aprile 2008
Jodie, non solo per bambini
Una delle parole che da bambino odiavo di più era «adatto»; e spiego il perché. Quando mi portava al cinema, mia madre chiedeva alla cassiera: «E' un film adatto?». Dopo essersi sporta per valutare la mia statura, l' interpellata si pronunciava sempre in maniera assolutoria perché le premeva staccare mezzo biglietto in più. Sottoposto a quell' esame inutile quanto mortificante, mi sentivo offeso; e più ancora amareggiato dal fatto che esistesse un catalogo di cose inadatte ma allettanti dalle quali venivo escluso. Smaniavo di vedere i film dei grandi e mi dovevo accontentare dei cartoni; avrei voluto scartabellare tutti i libri della biblioteca paterna e mi regalavano le favole di Nonno Ebe. Ebbene, Alla ricerca dell' isola di Nim è la quintessenza del film «adatto», anzi per dirla con Variety «strictly-for-kids». Ci vogliono anche questi in un' epoca dove genitori e nonni incontrano gravi difficoltà nell' assicurarsi che uno spettacolo scorra via senza danni per la psiche di figlioletti e nipotini. Anche se l' invasione incontrollabile delle immagini a domicilio rende anacronistiche certe preoccupazioni: nessun trucido horror di Dario Argento riesce a pareggiare gli orrori veri che ogni sera il tiggì scodella in tutti i particolari. A tale proposito, si rassicurino gli interessati: il film dei coniugi Mark Levin e Jennifer Flackett per bimbi non troppo maliziosi può andare benissimo, anche se come rispecchiamento del romanzo omonimo di Wendy Orr sono più lievi e spiritose le illustrazioni di Kerry Millard che ornano il volumetto della Nord-Sud Edizioni. L' autrice è una canadese trasferitasi presto in una fattoria australiana dove vive da amica degli animali e schiava della scrittura. Per cui il personaggio di Alexandra Rover, assunto sullo schermo da Jody Foster, sfiora in qualche misura la confessione autobiografica. Questa scrittrice, asserragliata nella casa di San Francisco, coabita idealmente con l' immaginario eroe dei suoi libri, Alex Rover (Gerard Butler), che avvince l' attenzione dei giovani lettori di tutto il mondo. Fra i quali in un' isoletta del Pacifico c' è la vispa Nim Rusoe (attenti alla finezza della «C» mancante!) che condivide con il babbo scienziato il gusto di un' esistenza alla Robinson. Accade che Jack Rusoe si smarrisce in mare nel corso di una tempesta, per cui Nim confondendo finzione e realtà chiama in soccorso l' avventuriero Alex specialista in salvataggi. Ovviamente l' appello è raccolto da Alexandra, che sente l' obbligo di schiodarsi dalla poltrona e avventurarsi nel vasto oceano per soccorrere la piccola «amica di matita». Non c' è dubbio che ai bambini piaceranno i paesaggi esotici e gli animali quasi parlanti fra cui l' otaria Sal, l' iguana Frida e il pellicano Galileo. Piacerà anche l' esuberanza di Nim, capace di simulare un' eruzione della Montagna di Fuoco per scacciare dall' isola una comitiva di turisti che lei scambia per pirati. Anche la concreta presenza dell' immaginario Alex (impersonato dallo stesso Gerard Butler che fa Jack) sarà più facilmente accettata dai minorenni che dagli spettatori incalliti. Ma in tanta dovizia di strizzate d' occhio ai più piccini resta qualcosa di appetibile per i rassegnati accompagnatori maggiorenni? Direi che resta il divertimento di vedere Jodie Foster impegnata nel ritratto di un' imbranata, afflitta dall' agorafobia, paga di vegetare trepidante in una magione solitaria con il computer come unica finestra sul mondo. Per poi seguire, fra incidenti rocamboleschi e contrarietà incredibili, la trasformazione di Alexandra in un' avventuriera degna compagna del suo eroe immaginario divenuto nel frattempo un innamorato reale. Un filmetto piccolo piccolo con un numero da grande attrice.
Tullio Kezich
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La Stampa, 11 aprile 2008
La piccola Crusoe è un po' insipida
C' è, ma è come se non ci fosse, la sperduta isola del Pacifico dove Nim vive in solitudine con il papà e gli amici animali finché un giorno non trova sul Pc un messaggio dello scrittore d'avventure Alex Rover. Il quale lungi dall'essere l'eroe immaginato, si chiama Alexandra ed è paurosissima. Come uno scambio di e-mail si possa tradurre in un incontro del destino è la storia del bel libro di Wendy Orr, di cui il film riesce a rispecchiare solo a tratti la felicità narrativa. Sullo schermo appare insipido il personaggio di questa piccola Crusoe, capace di salvare l'isola dai turisti mentre attende trepida il ritorno del padre naufrago; e il meglio della non memorabile pellicola resta la Alex umoristico/nevrotica di Jodie Foster.
Alessandra Levantesi
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