Castellucci, una famiglia «in ballo»
È innegabile che la giovane Dorotea Castellucci
stia facendo una rapida carriera di coreografa e performer
anche perché figlia di Romeo, che il Festival di
Avignone ha appena celebrato con la sua Societas Raffaello
Sanzio. Ma è altrettanto vero che il suo lavoro
si caratterizza per forte originalità e inventiva.
Come A elle vide, presentato a Interplay di Torino, Dro
de sera, Sant'Arcangelo e in festival francesi. È una
prova matura, dove Dorotea danza con la sorella Agata su
musica del fratello Demetrio, i costumi sono della sorella
Carmen: una ditta di famiglia. Lei è un diavolo
rosso, nel costume e nel trucco; per copricapo la pericolosa
chela di un'aragosta. Ha gesti rapidi, ripetuti, ossessivi,
carichi di energia, spesso di profilo, sur place, con le
braccia ripiegate e minacciose. Agata è l'immagine
speculare di un angelo del male bianco, con un costume
di tulle e jabot, e sul capo il lungo aculeo di uno scorpione.
Quasi una bambola espressionista, uscita da un film di
Georg W. Pabst. Si muove lentamente, sorniona. Lo scontro
dei due caratteri anima fortemente la pièce che
ha il gusto di una fiaba enigmatica e noir.
Sergio Trombetta