Quando la burla non è divertente
La parodia è una pratica "metatestuale",
nel senso che cita un film (Totò le Mokò)
o un genere (L'aereo più pazzo del mondo) esistente
e ne ribalta il senso, mettendolo in caricatura. Peccato
che 300, parodiato da questo 3ciento chi l'ha duro... la
vince, fosse già la caricatura di un peplum epico
su Leonida e i trecento delle Termopili, con i suoi spartani
depilati, i persiani effeminati e feroci, la "filosofia" celodurista
e l'apoteosi della bella morte.
Così Jason Friedberg e Aaron Seltzer (Epic Movie)
non si sono dovuti spremere troppo le meningi: hanno esagerato
solo un altro po', rappresentando tutti i contendenti come
idioti debosciati; li hanno mischiati con "celebrities" varie
(Paris Hilton, Lindsay Lohan, Sylvester Stallone, l'immancabile
Tom Cruise: tutti personaggi-parodia di se stessi); hanno
aggiunto allusioni a telefilm di successo ("Ugly Betty");
infine hanno inscritto la battaglia in una serie di varietà televisivi
come "American Idol" e "L'isola dei famosi".
Fatto con due soldi, mettendo in burla il "blue screen" e
gli effetti speciali che moltiplicano i guerrieri, il filmetto
fa poco ridere. I "ciak scartati", quelli dopo
i titoli di coda, durano un quarto dell'intero; e non sono
più buffi del resto.
Roberto Nepoti