Delle nuvole scure si addensano sul tetto dell’Imaie, l’Istituto morale che tutela i diritti degli artisti interpreti.
A una ristretta riunione di iscritti, coordinati da Mimmo del Prete, componente la presidenza, sono emersi alcuni problemi che ruotano intorno al fondo economico, quest’anno di 26 milioni di euro, che l’Imaie dispone, grazie ai diritti di replica dei filmati che riscuote per conto degli artisti, e che mette a disposizione, come vuole lo statuto, articolo 7.
La base dei soci, contestando l’operato di alcuni delegati, vorrebbe che quei soldi fossero investiti in modo diversificato da come si è fatto quest’anno (interessante leggere la circolare più sotto riportata). C’è chi sostiene che devono andare agli artisti iscritti, c’è chi dice che non possono essere dati come contributo ai grandi eventi (vedi Festival del cinema di Roma; Premio a Sofia Loren ecc...); altri insistono che il fondo deve servire a sostenere progetti creativi che coinvolgono anche artisti non associati, ma con conti trasparenti e veritieri; c’è chi vuole indire un referendum per dare la parola agli associati; si richiedono proposte concrete, ci si appella allo statuto perché le riunioni dei delegati in cui si decidono linee di condotta siano aperte a osservatori, in modo che il delegato non tradisca il mandato dei suoi elettori; insomma corre un po' di nervosismo, di scontento in seno alla dirigenza. E si vorrebbe fare chiarezza. Giusto.
Allo scopo di consentire ai soci Imaie di potersi incontrare in rete, leggere le decisioni e comunicazioni della presidenza, che, in verità, provvede sempre a inviare le dovute missive, e alcune, come certe volte accade, si perdono strada facendo, abbiamo pensato di aprire questa “Vetrina Imaie” dove raccogliere le informazioni.
Cominciamo con l’ospitare questa comunicazione che è stata distribuita nella riunione del 28 gennaio, ore 19, presso il teatro Petrolini a Roma.
L’ATTIVITA’ DELL’IMAIE PROSEGUE REGOLARMENTE
L’Imaie prosegue le erogazioni sia delle somme relative ai diritti maturati dagli artisti sia le liquidazioni di quanto assegnato agli stessi, in base all’art.7 della L.93/92, per lo svolgimento delle attività professionali.
In proposito è opportuno precisare che le voci riferite al fatto che l’Imaie sarebbe sotto inchiesta della Procura della Repubblica sono completamente false e prive di fondamento.
L’Imaie continua a vincere tutte le cause legali ed alla data attuale nessuna denuncia è stata avviata nei suoi confronti.
Gli uffici dell’Istituto continuano nel loro lavoro di controllo che eventualmente precede gli ordinari provvedimenti legali, non solo per l’attività di promozione dell’Art.7 L.93/92 ma anche e soprattutto in merito alle modalità di erogazione dei diritti connessi ed a coloro che tentano di evaderne il pagamento sia in Italia che all’estero con ricorsi anche alla CORTE EUROPEA.
Per quanto riguarda l’attività inerente al disbrigo dei progetti di cui all’art.7 L.93/92 è da segnalare soltanto un ritardo fisiologico causato dall’arrivo in contemporanea a fine anno della maggior parte dei rendiconti che comporta un rallentamento delle previste procedure, in verità anche causato a volte da modalità di rendicontazione non idonee a facilitare una veloce liquidazione delle pratiche.
Ma il vero problema che rischia di comportare il blocco di tutto il sistema dei rapporti tra Imaie e percipienti dei fondi art.7 è la profonda diversità di vedute esistente in merito all’interno degli organi collegiali dell’Imaie.
Infatti sia il sottoscritto che molti altri soci ritengono che i fondi debbano essere assegnati privilegiando i singoli artisti affinché in assoluta autonomia e libertà realizzino i loro progetti.
In base all’entità finanziaria della sovvenzione, devono essere gli artisti a decidere i tempi di comunicazione e realizzazione del prodotto ed impegnarsi di conseguenza per raggiungere il livello più alto di qualità professionale ed artistica.
Coloro che sono contrari affinché gli artisti realizzino in completa indipendenza le proprie opere, volendole in realtà subordinare alla decisione di altri, non potendo sostenere ciò apertamente, stanno tentando di ostacolare con ogni mezzo l’attività dell’Imaie e bloccare l’emanazione del nuovo regolamento Art .7 .
Contemporaneamente hanno anche avviato una campagna diffamatoria contro l’attività dell’Art.7 già effettuata nel 2007 omettendo di dire che proprio quello del 2007, prendendo a riferimento qualsivoglia parametro, dal 1985 ad oggi, è stato il più grande intervento mai effettuato a favore degli artisti.(n.366 di tipo A-discrezionali, e 1.142 di tipo b.standard) sia per il settore musica che audiovisivo.
Ciò comporta non solo gli attuali ritardi che amareggiano gli artisti ma anche la difficoltà di distinguere le diverse posizioni in campo.
Al contrario questo intervento ha consentito agli artisti, nella più assoluta libertà ed autonomia, di realizzare innumerevoli produzioni artistiche che hanno dato all’Istituto un immagine positiva senza precedenti.
Tale intervento, se pur migliorabile, garantendo piena libertà ed autonomia degli artisti, ha assunto un carattere particolarmente innovativo consentendo alla maggior parte di essi, sia del settore musicale che audiovisivo, di cimentarsi in attività professionali diverse da quelle abitualmente svolte, dall’autore al regista, dall’arrangiatore al promoter del proprio prodotto.
Concludendo, il confronto è semplicemente tra chi ha la piena fiducia negli artisti e nella loro autonomia e libertà artistica (e questo può anche giustificare una minima percentuale di errore) e chi li vuole espropriare di tali loro prerogative assoggettandone il prodotto artistico a scelte e decisioni di altri.
Roma 28.01.2008
Mimmo Del Prete |