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Paul Newman

paul newman : attore, regista

Bello e bravo adorabile spaccone

Paul Newman era l'uomo che tutti vorremmo essere. Un adorabile spaccone, certo. Ma quanto adorabile! Non solo bellissimo, bensì grande attore. Un artista che ha riempito di sogni la nostra giovinezza, un'icona fatta apposta per alimentare la testa dei ragazzi, che, si sa, nelle fantasie trovano il cibo migliore. Un eroe positivo: perché al di là dei personaggi, moltissimi e spesso fra loro diversi che ha interpretato, si è fatto conoscere nel mondo come ottima persona umana. Non ho mai lavorato con lui, però l'ho incontrato e frequentato.A dire il vero, a Los Angeles avevano progettato per noi un film, una storia sentimental-poliziesca che avrei dovuto girare avendolo come protagonista. Non andò in porto perché in quel periodo ero impegnato in altre parti del mondo. La nostra collaborazione rimase qualcosa nell'aria, che prima o poi si sarebbe concretizzato. Ogni volta che l'ho incrociato, mi sono trovato a pensare alla brava persona che Newman era, che teneva ad essere e rimanere. Inseguiva una sua utopia ecologica, che credo possedesse fin dalla giovinezza. Amava la natura, gli animali, l'ambiente in generale e l'armonia fra le creature. Usava la sua faccia, la sua popolarità, il divismo che di diritto gli apparteneva per affermare le idee in cui credeva. Se lo penso oggi, mentre ci saluta e se ne va, avendo rifiutato un letto di ospedale e scelto di tornare a casa propria per morire, vedo un flash di bellezza e prestanza, un'avventura continua, storie d'amore e di amicizia, sfide e canagliate, ma tutto all'insegna del dinamismo giovane e sano delle figure positive. Ripeto: non c'è maschio che non abbia desiderato di essere come lui, di sorridere come sapeva sorridere lui, di guardare una donna o la vita come lui, sullo schermo, le sapeva guardare. Addio, Paul. Te ne vai bello e affascinante come sei sempre stato. Ci lasci una parte di te, immortale, nelle immagini dei tuoi film. Ci lasci la tua leggenda, ma anche le testimonianze concrete di un impegno civile che i tuoi biografi, assieme alla gente comune, non potranno trascurare. Di tutto questo, pensando a Shakespeare e all'identità immateriale che assegna agli uomini e ai sogni, io ti ringrazio.

Franco Zeffirelli

Il Mattino, 28 settembre 2008

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