Era ora. Finalmente la Rai, Rete 2,
manda un segnale bello e costruttivo. Sottrae ai nottambuli appassionati
della rubrica televisiva "Il Palcoscenico" per trasferirla
in seconda serata, ogni venerdì.
Vuol dire che i nottambuli dovranno anticipare il "rendez
vous" teatrale e si troveranno sicuramente in compagnia di
una platea più allargata. Saranno contenti in tanti. Anche
i funzionari che hanno lavorato per convincere la dirigenza a guardare
più all’aspetto culturale che ai sondaggi degli ascolti
tanto cari ai venditori di pubblicità in televisione.
Saranno contenti gli autori, i produttori, i registi, gli attori
e soprattutto quel pubblico che ama e vuol conoscere il teatro.
Come sarà questo "Palcoscenico"? Un semplice
contenitore che registra eventi per poi riproporli? Niente di tutto
questo. Sarà un soggetto di proposizione, uno strumento
molto articolato che solleciterà progetti sia sul versante
del teatro divertente (in calendario ci sono già Vincenzo
Salemme, Claudio Bisio), ma intelligente, sia sul teatro di narrazione
(Ascanio Clelestini, Marco Paolini, anche loro già in programma),
sia sul versante della storia del teatro (Giorgio Albertazzi e
Dario Fo continuano a "giocare a fare teatro" per farci
conoscere i periodi storici del teatro, già, tra l’altro,
in corsa: mancano all’appello l’Ottocento e il Novecento).
I passaggi degli eventi in programma saranno affidati anche ad
altri mezzi televisivi della Rai, al fine di allargare l’udience,
sia per utilizzare al meglio il prodotto televisivo).
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