
"Olimpici" da emozione
Sesta edizione dei Premi Olimpici (ma, ad onor del vero, già dal ‘92
al ‘94 nell’ambito della rassegna "Spettacoli
Classici" venivano consegnati "I Premi Olimpici";
tra i premiati ricordiamo Dario Fo, Irene Papas, Tino Carraro,
Ernesto Calindri e altri), organizzata dall’Ente Teatrale
Italiano in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto.
Questa
manifestazione ha diversi meriti che dobbiamo evidenziare. Dà la
possibilità ad una buona parte della comunità dei
teatranti di ritrovarsi in questo "rendez vous" annuo dove
si possono rinnovare relazioni, approcci, intese e progetti; dà impulso
ad una forte visibilità grazie alla differita televisiva,
che a distanza di breve tempo viene trasmessa da Raiuno; dà a
16 componenti la giuria di confrontarsi per esprimere il meglio
di ciò che la stagione teatrale ha offerto (certamente non
mancano anche i mugugni di chi sperava nel riconoscimento, per
via del meccanismo delle terne che obbligano i candidati a restare
in palcoscenico, sulle spine finché qualche personaggio
illustre non apre la fatidica busta che conferma il vincitore).
Questi
sono i meriti, ma a fianco, ci permettiamo di avanzare alcune osservazioni
costruttive: una è che la serata a cui convergono
da tutta Italia gli "animatori" delle stagioni teatrali
non può essere liquidata nel tempo ristretto obbligato dalla
ripresa televisiva. Si tratta di un tempo troppo condizionante
che costringe il bravo e sempre ironico Tullio Solenghi (il quale
sa benissimo oscillare tra perfomances di attore e professionismi
da presentatore) a "pressare" sui vincitori affinché stiano
nei tempi –stretti- che vengono loro concessi, sufficienti
giusto per esprimere un "grazie" e un saluto (salvo
alcune eccezioni, e ciò non dovrebbe accadere perché anche
qui ci dovrebbe essere par condicio fra gli interventi).
L’altra
osservazione è che la manifestazione è dedicata
agli artisti teatrali, ed è offerta in quel meraviglioso
contesto che è il Teatro Olimpico: la televisione può tranquillamente
registrarla a prescindere dalla durata della serata e, visto che
si va in differita, sarebbe meglio ritardare di un giorno per gli
opportuni snellimenti e trasmetterla in prima serata anziché a
serata inoltrata. L’Eti potrebbe pretenderlo, vista la quantità di
personalità e il considerevole investimento economico. Cos’è questa
premura di voler far tutto nell’arco di un’ora circa? Se
si potesse programmare una serata più rilassata nei tempi,
il bravo Solenghi potrebbe avere anche l’opportunità di
"indagare" il vincitore, fare anticipazioni sulla prossima stagione,
far emergere tutte le problematiche che vive il teatro italiano,
mostrare anche brevi filmati per vedere nella pratica cosa si sta
premiando: non tutti vanno a teatro e a molti del pubblico certi
nomi non evocano niente. Perché perdere questa opportunità?
Il momento più emozionante, elettrizzante, commovente e
significativo è stato quando il presidente del Premio, Gianni
Letta, ha chiamato l’attrice Anna Proclemer a ritirare il
Premio Speciale: il pubblico è scattato in piedi e ha applaudito
per un tempo lunghissimo, non tanto per la brillante carriera dell’attrice,
quanto per ringraziarla per la traccia di emozioni e sentimenti
che ha lasciato nel loro animo.
Una nota di merito va anche
al presidente Letta, che iperimpegnato nei problemi del Governo,
con in testa l’Alitalia, non ha
voluto mancare a questo evento dando dimostrazione della propria
disponibilità, responsabilità e amicizia nei confronti
del teatro e degli artisti a cui non fa mai mancare un sorriso,
una stretta di mano, uno scambio di parole.
Ecco l’elenco
dei vincitori: miglior spettacolo di prosa: "Angels in America",
regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani; migliore attrice
protagonista: Mascia Musi per "Anna Karenina"; miglior attore protagonista:
Massimo Popolizio per "Ritter Dene Voss"; miglior
regista: Ferdinando Bruni e Elio De Capitani per "Angels in America";
migliore interprete di monologo: Roberto Herlitzka per "Edipo a
Colono"; migliore attrice emergente: Anna Della Rosa per "Trilogia
della Villeggiatura", regia di Tony Servillo; migliore autore
novità italiana: Roberto Saviano, Mario Gelardi per "Gomorra";
migliore attrice non protagonista: Leda Negroni; migliore attore
non protagonista: Gigio Morra per la "Trilogia della Villeggiatura"
; miglior musical: " Là ci darem la mano", regia
di Roberto De Semino; miglior spettacolo d’innovazione "Nzularchia",
regia di Carlo Cerciello; miglior autore di musica: Antonio Di
Pofi; miglior costumista: Franca Squarciapino per la "Famiglia
dell’antiquario"; miglior scenografo: Roberto Crea.
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